Ricerca

Al contrario di molte capitali europee, come Londra o Parigi, Roma non ha un museo di storia naturale. In effetti questo tipo di museo è proprio assente in o quasi in Italia, dove sono molto diffusi i musei artistici ma quelli scientifici sono piuttosto ignorati. L’unica eccezione è il MuSe di Trento, del quale mi sono già occupato qualche tempo fa.

L’11 febbraio 2016 passerà alla storia come uno dei giorni più importanti della storia della Scienza, infatti proprio in quella data è stata annuncianta ufficialmente la rilevazione delle onde gravitazionali, previste dalla Relatività di Albert Einstein nel 1916. Quindi, dopo oltre un secolo dalla sua teorizzazione, la Teoria della Relatività è stata dimostrata in ogni sua parte, dato che sono stati osservati tutti i fenomeni fisici da essa predetti.

La città di Roma è una delle più belle del mondo, ma alcune delle sue perle migliori sono sconociute alla gran parte dei turisti e a molti dei suoi stessi abitanti.

Un ottimo esempio di ciò è l’Orto Botanico dell’Università di Roma la Sapienza” (qui il sito ufficiale), sito nel rione di Trastevere e ai piedi del colle Gianicolo.

Diciamo che, più che altro, si tratta di una mezza bufala prodotta da un giornalista che non si è documentato bene.

Tutto comincia con la notizia (salvata anche su FreezePage), data da Repubblica, della scoperta di un una zecca (quindi un acaro e non un insetto come è stato scritto spesso da chi ha ripreso o condiviso la notizia) che col morso costringerebbe il malcapitato a diventare vegetariano provocando un’allergia alle carni. Infatti il morso di tale zecca provocherebbe un’allergia a un disaccaride chiamato alpha-gal (galattosio alfa 1,3 galattosio), la quale indurrebbe uno shock anafilattico circa sei ore dopo l’ingestione dello zucchero. Il problema è che l’articolo è stracolmo di inesattezze.

La ricerca scientifica è un’attività importantissima in ogni campo, dalla medicina all’astronomia passando per la climatologia. Scopo del post di oggi è spiegare come chiunque possa dare un contributo concreto alla ricerca anche senza avere competenze specifiche e senza spendere somme esagerate, praticamente a costo zero!

Sto parlando di BOINC e del calcolo distribuito.