Bufale

È estate, fa caldo, siamo tutti in vacanza e la voglia di leggere (e scrivere) articoli su argomenti più pesanti è poca. Mi sembra quindi un’ottima occasione per continuare con la nostra rubbrica che scava nel torbido!

La prossima tappa del nostro viaggio attraverso i (cosiddetti) “misteri” passa attraverso una pseudoscienza molto particolare, la criptozoologia. Tale pseudoscienza si dovrebbe occupare dello studio degli animali sconosciuti alla scienza e noti solo attraverso indizi e testimonianze di popolazioni locali, ma dei quali non esistono prove che ne dimostrino l’esistenza.

Leggendo o sentendo l’acronimo “UFO” la prima cosa che ci viene in mente riguarda sicuramente gli extraterrestri e tutto quel folklore che gira loro attorno, fatto di avvistamenti, rapimenti, astronavi, dischi volanti, contattisti, complotti dei militari e tanto altro. Un mondo molto variegato che va dalla semplice stramberia, passando per il ridicolo, fino all’assurdamente folle.

Si tratta di un fenomeno antropologicamente molto interessente e credo valga la pena di esplorarlo un po’, naturalmente con l’occhio critico della scienza.

Lo scorso 7 marzo, due ignoti sono penetrati nello zoo di Thoiry (una città a poche decine di chilometri da Parigi) e hanno ucciso il rinoceronte bianco che si trovava al suo interno, per poi trafugarne il corno.

Sul mercato nero può valere decine di migliaia di euro al chilo e sono proprio queste quotazioni stellari a istigare atti così scellerati, ma non soltato in Francia: i rinoceronti rischiano concretamente l’estinzione in tutto il mondo e la loro situazione è peggiorata negli ultimi anni. La cosa drammatica è che tutto nasce da una bufala, come stiamo per scoprire.

Come tutti sicuramente saprete, il 4 dicembre 2017 si è tenuto un referendum e, come accade ogni volta per ogni singola tornata elettorale (di tutti i tipi, come amministrative, referendum, politiche, europee, ecc.), ci sono state polemiche sui social network riguardo le matite che sarebbero state cancellabili. Addirittura c’è ancora chi si chiede per quale motivo si usi la matita per votare.