La sonda InSight è uno spreco di soldi: ci risiamo

Sembra ormai una consolidata tradizione cui non si può scampare: ogni notizia riguardante una missione spaziale ha i suoi commentatori che la ritengono uno spreco di soldi. Ed è così da decenni.

Una delle prime fotografie scattate dalla sonda della NASA chiamata Insight

La sonda InSight

La sonda InSight è “ammartata” (cioè atterrata su Marte) lo scorso 26 novembre in un’area chiamata Elysium Planitia, con la missione di studiare l’interno del pianeta rosso.

Il nome della sonda infatti sta per Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport e con la sua trivella scaverà per la prima volta nel suolo marziano per poter posizionare un sismometro e un sensore termico a 5 metri di profondità. Lo scopo è quello di studiare l’interno del pianeta captando le onde sismiche, come i geofisici hanno studiato l’interno della Terra. Inoltre il sensore termico permetterà anche di capire se su Marte esistono ancora fenomeni di tipo vulcanico o se il pianeta è morto anche in senso geologico (o “martologico”, se vogliamo).

Oltre alla sonda, che è fissa e non si sposterà sulla superficie marziana, sono arrivati in orbita anche due Cubesat. Si tratta di  due satelliti ultracompatt che fungeranno da ponte radio tra Marte e la Terra, permettendo di mantenere sempre il contatto tra sonda e controllo missione.

Per maggiori informazioni rimando al sito ufficiale della missione e all’articolo dedicato pubblicato sul National Geographic.

InSight: soldi buttati!!11!!

Ogni volta che viene annunciato il successo di una missione spaziale c’è sempre quacuno che fa notare come spendere miliardi per spedire un oggetto su un altro pianeta sia uno spreco di soldi. In pratica, dal momento che abbiamo enormi problemi sulla Terra da risolvere, non ha senso spendere miliardi per inviare un oggetto su un altro pianeta. Classico ragionamento di una persona che si crede più furba degli altri, sopravvalutando la prova capacità di giudizio.

Mi dispiace dirlo, ma chi pensa questo è solo un ignorante senza possibilità appello.

La ricerca aerospaziale fa parte di quella che potremmo chiamare ricerca di base, cioè quel tipo di ricerca che non porta subito dei benefici alla collettività, addirittura può non essere chiaro all’inizio quali benefici apportarebbe. Abbiamo già parlato di tale tematica su queste pagine, gli articoli relativi si trovano qui e qui e consiglio di leggerli prima di continuare.

In realtà chi crede inutile la ricerca aerospaziale cade in un tranello cognitivo tanto semplice quanto insidioso: considera inutile una missione spaziale perché non è in grado di vederne le possibili implicazioni o applicazioni, nemmeno di immaginarne di possibili. In sostanza, si tratta di una persona limitata e capace solo di vedere i problemi che ha davanti agli occhi, problemi che a suo dire sono così importanti da mettere tutto il resto in secondo piano. Tali soggetti però non si rendono conto che la ricerca di base è l’unica cosa che può davvero risolvere i problemi del nostro mondo.

Vediamo un esempio concreto?

Prima metti a posto il tuo pianeta e poi pensi a Marte

Guardiamo con attenzione questo screenshot tratto dalla pagina Facebook “adotta anche tu un analfabeta funzionale” (link al post originale).

Tratto dalla pagina Facebook “Adotta anche tu un analfabeta funzionale”

Questi commenti sono stati tratti dalla pagina del TGCOM24 che ha dato la notizia dell’avvenuto ammartaggio di Insght. A parte il primo commento, probabilmente prodotto da un ridicolo complottista, vorrei soffermarmi sul secondo e sul terzo che copio qui integralmente, errori di ortografia compresi:

PRIMO

Secondo me prima sistema il suo pianeta togli la fame nel mondo garantisci a tutti i diritti essenziali di una vita serena.e poi se vuoi buttare soldi per un pianeta morto usa i propri fondi.forme di vita intelligenti se ne stanno alla larga da noi umani.

SECONDO

Eplorare un pianeta morto.

Spedire per la ricerca medica no eh…

Il secondo di questi due commenti è forse il più arrogante, dato che è certamente stato scritto da una persona che non sa di cosa parla. Infatti la ricerca biomedica è una voce di spesa colossale nei bilanci tutto il mondo industrializzato ed è il tipo di ricerca che subisce meno i tagli operati dagli amministratori miopi proprio perché viene percepita naturalmente come una cosa importante.

Il primo invece è più interessante, anche se ammetto di non riuscire a dare un senso alle frasi finali che parlano di “propri fondi”. Tuttavia è ben evidente che l’autore è un seguace della linea di pensiero secondo cui il denaro speso per una missione spaziale sarebbe stato utilizzato meglio per “combattere la fame nel mondo” o per “aiutare l’ambiente”. Va da sé che queste due definizioni non sono problemi ma frasette generiche prive di un senso concreto, che erano già fuori luogo già alle scuole elementari.

Esplorare un pianeta morto pone delle sfide tecnologiche, le cui soluzioni possono avere ricadute che nemmeno possiamo immaginare nella vita pratica di tutti i giorni. Studiare Marte può farci capire moltissimo di come funzioni il nostro di pianeta, oltre che farci apprezzare maggiormente l’unicità della Terra, cose che certamente potrebbero “aiutare l’ambiente”. Oppure lo sviluppo della tecnologia necessaria a coltivare cibo in un ambiente ostile come quello marziano potrebbe essere la chiave per “sconfiggere la fame nel mondo”, e questi sono solo due esempi pratici delle possibili ricadute della ricerca aerospaziale.

In sostanza, chi esprime la propria opinione da ignorante sulle missioni spaziali dovrebbe invece avere la decenza di tacere (perché il mondo può andare vanti benissimo senza sapere la loro opinione: il solo fatto di poter esprimere ciò che pensiamo non significa che dobbiamo farlo sempre) e avere anche l’umiltà di imparare il motivo per cui si spende tanto denaro per spedire un oggetto artificiale su Marte. Come se questo non fosse già di per sé una cosa incredibile, ma mi rendo conto che purtroppo stiamo attraversando un epoca buia in cui tutto ciò che fa la nostra specie è automaticamente dannoso e distruttivo, non siamo più capaci di vedere invece ciò che sappiamo fare in senso costruttivo (tanto che addirittura ci sono persone convinte che bisogni vietare le missini spaziali per evitare di portare rifiuti anche sugli altri pianeti).

Prendiamo i fondi da altre parti?

Un tempo il problema principale era la “fame nel mondo”, ma negli ultimi anni i problemi ambientali vanno molto più di moda. Per fare qualcosa di concreto in questi ambiti servono ovviamente ingenti quantità di denaro, ma siamo sicuri che il modo migliore per ottenerlo sia eliminare le missioni spaziali?

Per esempio, ogni anno in tutto il mondo viene spesa in armamenti una quantità di denaro e risorse migliaia di volte maggiore rispetto alle missioni spaziali. Non sarebbe meglio spendere un po’ meno in armamenti per risolvere problemi ambientali o per nutrire affamati? Non sono un pacifista ipocrita, so benissimo che le spese militari non potranno mai sparire perché le forze armate saranno sempre necessarie per assicurare la pace (in fondo siamo una specie aggressiva e territoriale, questo è vero), tuttavia dirottare un decimo dei fondi spesi per fini bellici su problemi ben più importanti non sarebbe un grave danno per le forze armate di nessuna nazione del mondo.

Un altro esempio? Ogni anno viene spesa una quantità immensa di risorse per produrre nuovi modelli di cellulari più veloci dei precedenti. Ma abbiamo davvero bisogno di un telefono con 8GB di ram e una CPU a otto core da 3 GHz per scattare qualche selphie da pubblicare su Facebook?

Oppure ancora: ci sono organizzazioni ecologiste sparse in tutto il mondo che hanno il bilancio di una multinazionale, ma usano tali fondi solo per produrre campagne pubblicitarie con lo scopo di raccogliere altri fondi. In altre parole: ha più senso raccogliere fondi per produrre campagne pubblicitarie strappalacrime riguardo la cosiddetta “isola di plastica” per poter raccogliere altri fondi, oppure avrebbe più senso utilizzare quello stesso denaro per raccogliere la suddetta plastica?

ll problema non sono le missioni spaziali, ma il fatto che manchi la volontà di risolvere davvero i problemi, perché le risorse ci sarebbero. Basterebbe solo razionalizzarne meglio l’utilizzo.

Conclusioni

Possiamo quindi concludere che le missioni spaziali non sono uno spreco di fondi, anzi ragionando un attimo prima di parlare si possono trovare sprechi veri e a dir poco colossali. Invito quindi gli ignoranti a spendere meglio il loro tempo: invece di scrivere stupidaggini in rete, impiegate lo stesso tempo per documentarvi ed erudirvi attraverso internet e usate le vostre nuove conoscenze per far girare i vostri cervelli atrofizzati dall’inazione. Mi rendo conto che sia ben più faticoso rispetto allo sputare sentenze sul lavoro altrui, ma sarebbe certamente un uso più razionale di tempo e risorse. Dato che siamo in tema di sprechi direi che è un consiglio più che azzeccato.

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Ivan Berdini

Naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.