Scoperta la prima luna extrasolare

by Ivan Berdini on

La scoperta di un esopianeta non è più una novità, ma è la prima volta che viene scoperto un satellite di un esopianeta, un’esoluna. E che luna!

Rappresenteazione artistica del pianeta Kepler-1625b e del suo satellite gigante (By ESA/Hubble, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=73369715)

Gli esopianeti o pianeti extrasolari

Un esopianeta, o pianeta extrasolare, è un oggetto di dimensioni planetarie che orbita intorno a una stella diversa dal Sole e che quindi non appartiene al Sistema Solare.

Sono ormai più di dieci anni che la ricerca di esopianeti va avanti, grazie a strumenti sensibilissimi come il telescopio orbitale Kepler. Nel momento in cui scrivo sono stati scoperti e classificati 3.869 pianeti extrasolari in 2.887 sistemi, di cui 638 con più di un pianeta. Questi numeri sono destinti ad aumentare, perchè dal momento che il Sistema Solare ha ben otto pianeti, è regionevole supporre che sistemi con molti pianeti siano la norma e che quindi degli strumenti più precisi permetteranno certamente di scoprirne di nuovi nei sistemi già controllati.

Ma come si fa a scoprire un pianeta che orbita intorno a una stella lontana centinaia o migliaia di anni luce?

Detto in parole povere, si misurano le variazioni della quantità di luce emessa da una stella nel corso di un certo tempo. Quando un pianeta passa davanti alla stella si ha una diminuzione della luminosità proporzionale alla sua grandezza. A partire da qui è possibile calcolare dimensioni, parametri orbitali e altri dati dell’esopianeta appena scoperto, ma è abbastanza ovvio che con questa tecnica sia più semplice individuare oggetti molto grandi.

La scoperta dell’esoluna

Con questa tecnica è stata scoperto un satellite orbitare intorno al pianeta Kepler 1625b, un gigante gassoso che gira intorno alla stella Kepler 1625, distante circa 8.000 anni luce dal Sole (il catologo degli esopianeti può essere consultato qui).

Il famoso telescopio spaziale Hubble (Di Ruffnax (Crew of STS-125) – http://catalog.archives.gov/OpaAPI/media/23486741/content/stillpix/255-sts/STS125/STS125_ESC_JPG/255-STS-s125e011848.jpg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6826183)

Due astronomi della Columbia University, Alex Teachey e David M. Kipping, hanno notato delle fluttuazioni anomale della luce della stella Kepler 1625. Le fluttuazioni non erano spiegabili solamente con il transito di un pianeta, ma ci doveva essere per forza dell’altro. Analisi approfondite hanno fornito una spiegazione a dir poco sorprendente: le fluttuazioni potevano essere spiegate solo se due corpi fossero transitati davanti alla stella.

Per confermare la scoperta sono state necessarie ben 40 ore di osservazione attraverso il telescopio spaziale Hubble, che ha una maggiore risoluzione di Kepler che invece è progettato per controllare contemporaneamente un’ampia porzione di cielo.

Il satellite Kepler 1625b-I

I calcoli dei dati fisici dei due corpi indicano che il pianeta Kepler 1625b è un gigante gassoso dal diametro poco maggiore di quello di Giove, ma molto più massiccio, che presenta un gigantesco satellite grande quanto il pianeta Nettuno. In pratica abbiamo un gigante gassoso che ne ha un altro in orbita, qualcosa che nel Sistema Solare non esiste. Anzi i satelliti dei nostri pianeti gassosi sono abbastanza piccoli, per esempio la luna di Giove Ganimede (la più grande in assoluto del Sistema Solare) è più grande del pianeta Mercurio ma è comunque molto più piccola della Terra.

Ciò che è ancora più sorprendente sono invece le proporzioni di questi due giganti, infatti solo la Terra ha un satellite, la Luna, tanto grande da avvicinarsi alle proporzioni di Kepler 1625b e del suo satellite.

Attualmente non esistono teorie che possano spiegare l’origine di questo bizzarro sistema, la più plausibile sostiene che la luna fosse un altro pianeta gassoso catturato dalla gravità del gigante. Qualunque sia la sua origine, è ormai evidente che l’universo reale ha una capacità di stupirci maggiore della fantasia di qualunque scrittore di fantascienza.

Approfondimenti:

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.