Stephen Hawking, l’uomo dei buchi neri

by Ivan Berdini on

Il 14 marzo 2018 sarà ricordato come il giorno in cui l’umanità ha perso una delle sue più grandi menti. Il celebre astrofisico Stephen Hawking si è spento all’età di 76 anni, nella sua vita ha rivoluzionato l’astrofisica e ha trovato anche il tempo di diventare un’icona pop.

Stephen Hawking nel 2008, in occasione del 50° anniversario della NASA (Di NASA/Paul Alers – https://images.nasa.gov/details-200804210009HQ.html, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16350789)

Questo articolo non sarà una biografia di questo uomo straordinario, perché in questi giorni ne sono state scritte fin troppe. Parlerò di ciò che questo uomo rappresentava per me: non soltanto un grandissimo scienziato come ce ne sono pochissimi nel corso della storia, ma anche un esempio di tenacia e di forza di volontà altrettanto straordinarie.

Chi era Stephen Hawking?

Stephen Hawking era specie di rockstar della Scienza, una cosa che non si vedeva dagli anni ’20 del XX secolo. All’epoca infatti la fisica era in subbuglio, perché persone come Albert Einstein, Werner Karl Heisenberg e Max Planck la stavano rivoluzionando con le loro teorie. Sto parlando della Meccanica Relativistica di Einstein e di quella quantistica di Heisemberg e Planck.

Anche Stephen Hawking, come Einstein e Planck, ha rivoluzionato la fisica moderna. In particolare ha studiato l’origine dell’Universo e i buchi neri, arrivando a scoprire la radiazione di Hawking, cioè il fatto che i buchi neri non crescono all’infinito ma evaporano nel tempo emettendo un particolare tipo di radiazione.

Stephen Hawking su un aereo che simula la microgravità (Di Jim Campbell/Aero-News Network – https://www.flickr.com/photos/39735679@N00/475109138/ / http://mediaarchive.ksc.nasa.gov/detail.cfm?mediaid=31873, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3655144)

Ma la vera ossessine di Hawking era la cosiddetta teoria del tutto, cioè una teoria che unificasse la meccanica quantistica e quella relativistica. Le due meccaniche sembrano infatti del tutto incompatibili e in contrasto tra loro,in pratica sarebbe la chiave per capire l’universo intorno a noi. Purtroppo Hawking è scomparso prima di riuscire a vedere la risoluzione di quello che è il maggiore mistero della fisica moderna.

Ma Hawking aveva un’altra caratteristica unica in comune con Einstein: era un personaggio affascinante, come ne sono esistiti pochissimi nel corso della storia. Era dotato di un ottimo senso dell’umorismo e credeva che la divulgazione scientifica fosse fondamentale, infatti ha scritto vari libri divulgativi che sono stati tradotti in varie lingue tra cui la nostra.

Stephen Hawking nella cultura popolare

Hawking era davvero famoso e amato presso il grande pubblico, forse come nessun altro nella storia della Scienza. È stato probabilmente l’unico fisico a interpretare sé stesso su uno schermo, infatti è comparso in varie serie televisive famosissime, tra cui l’indimenticabile episodio di Star Trek in cui giocava a poker contro Isaac Newton, Albert Einstein e l’androide dell’Enterprise, riuscendo anche a vincere la partita.

Probabilmente la sua terribile malattia ha avuto un ruolo in questo, perché era una sua caratteristica unica. Soffriva di una malattia degenerativa del motoneurone, probabilmente Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) o Atrofia Muscolare Progressiva (PMS). In realtà la patologia esatta di cui soffrisse non è nota, anche se certamente era una malatia di motoneurone, cioè una degenerazione progressiva dei neuroni che si occupano di gestire i movimenti che porta a una progressiva paralisi.

Inzialmente, nel 1963, la diagnosi fu di SLA. Tuttavia il decorso della malattia è stato del tutto atipico per la sua lentezza, quando invece sarebbe dovuto essere molto più veloce. Al momento della diagnosi i medici diedero a Stephen una prospettiva di vita di appena due anni, ma invece è vissuto per ben 55 anni fino al decesso avvenuto il 14 marzo del 2018.

Stephen Hawking per me

Stephen Hawking per me non era solo ricerca d’avanguardia, ma rappresentava soprattutto la tenenacia. Solo grazie a una tenacia senza eguali Hawking è riuscito a vivere una vita piena e intensa nonostante la sua malattia terribilmente invalidante: si è sposato tre volte e ha avuto tre figli dalla prima moglie; ha viaggiato in tutto il mondo e tenuto conferenze; ha scritto vari libri e ha inciso il suo nome nel firmamento della Scienza rivoluzionando la fisica. Tutto stando immobile su una sedia a rotelle. Se non è straordinario questo, sinceramente non so cosa possa esserlo. L’unica cosa che è mancata nella sua vita è stato un premio Nobel, che forse gli sarebbe potuto arrivare con la sua ultima ricerca che purtroppo sarà pubblicata postuma.

Tutto questo però non sarebbe stato possibile senza la genialità di altre persone, cioè quelle che hanno progettato la sedia a rotelle straordinaria con cui si muoveva. La sedia è equipaggiata con strumenti ad alta tecnologia, che gli permettevano di muoversi, scrivere e parlare leggendo i movimenti dei suoi occhi. Una tecnologia straordinaria che ha liberato una mente straordinaria dal corpo di cui sarebbe stata progioniera.

Stephen Hawking era qualcuno che avrei tanto voluto conoscere. Era una persona straordinaria, al netto dei suoi pregi e difetti, e con la sua morte l’umanità è diventata nel complesso meno intelligente e meno interessante.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.