I segreti delle matite copiative

by Ivan Berdini on

Come tutti sicuramente saprete, il 4 dicembre 2017 si è tenuto un referendum e, come accade ogni volta per ogni singola tornata elettorale (di tutti i tipi, come amministrative, referendum, politiche, europee, ecc.), ci sono state polemiche sui social network riguardo le matite che sarebbero state cancellabili. Addirittura c’è ancora chi si chiede per quale motivo si usi la matita per votare.

Non intendo fare alcun commento sull’esito del referendum, dato che la politica non è nella nostra linea editoriale. Ma le bufale al suo interno ci sono eccome, quindi credo sia doveroso scrivere qualche chiarimento sulle matite copiative perché è assurdo che a ogni elezione ci siano sempre le stesse polemiche infondate, sempre esattamente identiche.

matita_copiativa

Tipica matita copiativa in dotazione ai seggi elettorali italiani (Di Massimiliano Mariani – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=33023559)

La polemica in sostanza è la seguente:

Perché si vota con la matita? Non sarebbe meglio usare un pennarello o una biro?

E invece non esiste strumento migliore della matita copiativa per il voto, ovviamente unito alla scheda elettorale stessa che riserva anch’essa le sue sorprese. Vediamo perché.

Al contrario delle matite comuni, infatti, la matita copiativa ha dei coloranti chimici di vario tipo mescolati all’interno dell’anima di grafite. Tra le altre cose contiene gomma arabica e violetto di metile, più altri componenti chimici a seconda del colore che si vuole ottenere (un elenco completo dei componenti è disponibile qui). Ogni ingrediente ha il suo scopo:

  • la grafite lascia un segno bene evidente, anche in caso venga tracciato su un simbolo scuro (in controluce risalta sempre), ma è facilmente cancellabile con una comune gomma.
  • i coloranti come il violetto di metile lasciano un segno indelebile, che resta anche rimuovendo con la gomma la traccia della grafite.
  • anche rimuovendo il violetto per abrasione resta comunque possibile evidenziare il segno con degli appositi coloranti, in modo da poter sempre mettere in luce eventuali tentativi di brogli a un successivo esame.

Inoltre sarebbe la scheda stessa a evidenziare tentativi di cancellare il segno originale, infatti usando su di essa una gomma si rimuoverebbe anche l’inchiostro della scheda, che così mostrerebbe un’evidente macchia bianca, segno inequivocabile di manomissione.

La matita ha anche altri vantaggi rispetto a penne e pennarelli:

  • non si può guastare perdendo inchiostro e macchiando la scheda (che di conseguenza sarebbe annullata);
  • un pennarello lascierebbe un segno evidente anche dall’altra parte del foglio, che potrebbe rivelare il voto anche a scheda piegata;
  • funziona in ogni condizione e richiede una manutenzione pressoché inesistente (al massimo una temperata quando necessario).

Queste informazioni si possono trovare facilmente persino sulla celeberrima Wikipedia, ma secondo me dovrebbero anche essere insegnate a scuola, perché è inquietante che degli elettori abbiano una così scarsa conoscenza dei sistemi elettorali del proprio paese.

La matita copiativa si usa per le elezioni italiane sin dal 1946, infatti la prima votazione effettuata con questo sistema fu il referendum per la scelta tra monarchia e repubblica che si tenne il 2 giugno 1946, subito dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Quindi non è una scelta recente e anzi, in settanta anni i metodi per evitare brogli sono stati perfezionati.

Infine, le matite sono di proprietà dello Stato e vengono fornite a ogni seggio, accuratamente dotate di un proprio numero di serie come ulteriore precauzione.

Credo non ci sia altro da aggiungere. In caso vogliate approfondire le bufale che hanno afflitto questa tornata elettorale, consiglio di farlo qui e qui.

P.S. leccare le matite copiative prima di apporre il proprio voto sulla scheda non è solo inutile ma è anche stupido, perché alcuni coloranti sono molto tossici e forse anche cancerogeni (per non parlare della scarsa igiene della cosa). Chi lo fa può ritrovarsi la lingua colorata di blu o di viola per giorni dopo il voto e in rete si possono trovare foto dello spiacevole “incidente”.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia naturalistica.

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