Camponotus lateralis, la mia nuova colonia

by Ivan Berdini on

Chi mi segue già da un po’ sa che qualche tempo fa ho provato a cimentarmi nell’allevamento delle formiche. Per la precisione si trattava di una colonia della specie Pheidole pallidula fondata da una regina che avevo trovato casualmente in giardino (gli articoli relativi a quella colonia sono qui, qui e qui). Quella colonia partì molto bene, ma purtroppo è stata vittima del gran caldo dell’estate 2015: nel mese di luglio a regina è morta e in poche settimane le operaie l’hanno seguita per la normale senescenza, fino all’estinzione della colonia. Non sembrerebbe, ma sono animali piuttosto delicati.

Alcune settimane fa, però, ho trovato una regina di un’altra specie e ho deciso di riprovare! Per la precisione ho trovato una regina di Camponotus lateralis, una formica carpentiera.

AntWeb.org image of Order:Hymenoptera Family:Formicidae Genus:Camponotus Species:Camponotus lateralis Specimen:casent0080857 View:profile

Esemplare di operaia conservato in collezione

Camponotus lateralis è una specie molto comune, anche se è relativamente difficile osservarla visto il suo carattere schivo. Si può trovare in quasi tutta l’Europa e in parte dell’Asia, restando legata a climi abbastanza caldi.

Identikit di Camponotus lateralis

Sono caratterizzare da testa e torace color rosso ruggine, l’addome (gastro) invece è nero. Le dimensioni sono abbastanza elevate, infatti le regine possono arrivare al centimetro di lunghezza, mentre le operarie vanno da 5 millimetri (le minor) ai 9 millimetri (per le major). Questa specie è particolarmente adatta all’allevamento per via delle sue dimensioni e per la sua etologia: le colonie sono monoginiche (quindi hanno una sola regina) e sono poco numerose, dato che arrivano al massimo alla trentina di esemplari; sono di carattere abbastanza mite e le operaie di solito vagano in solitaria. Dato che sono delle carpentiere, le formiche di specie C. lateralis vivono molto bene nel legno o nel sughero, infatti nel loro ambiente naturale si stabiliscono all’interno delle cavità presenti nei tronchi o sotto le cortecce.

Operaia di Crematogaster scutellaris

Questa specie è particolarmente ghiotta di liquidi zuccherini come la melata degli afidi o il miele, ma non disdegnano gli insetti morti. Questi ultimi sono particolarmente indicati quando nella colonia sono presenti molte larve che necessitano di proteine per potersi sviluppare. Tra l’altro le operaie di C. lateralis hanno la capacità di ingannare le operia di un’altra specie arboricola, Crematogaster scutellaris, per indurle a farsi consegnare da loro il cibo che trasportano.

Le due specie a prima vista sono simili nell’aspetto e praticamente tutti scambiano Camponotus lateralis per Crematogaster scutellaris e probabilmente questo è uno dei motivi per cui la prima specie è sconosciuta. In realtà basta un poco di allenamento per imparare a distinguere a prima vista le operaie delle due specie, che sono piuttosto diverse: Crematogaster è più piccola, ha solo la testa rossa e di forma tondeggiante; il gastro ha una forma che ricorda un cuore e viene alzato in avanti quando l’animale viene infastidito, cosa che Camponotus non fa.

La mia nuova colonia

 Anche la regina di C. lateralis viene dal giardino, l’ho trovata casualmente all’interno di una cavità presente in un pezzo di legno marcescente, nella quale aveva già deposto alcune uova. Quindi ho trasferito il pezzo di legno in un contenitore trasparente insieme a una provetta piena d’acqua per regolare il livello di umidità.

Evidentemente la sistemazione è stata gradita, dato che le uova si sono schiuse e nel giro di alcune settimane sono sfarfallate le prime operaie. Nel momento in cui scrivo sono presenti ben sei operie e una decina di larve a vari stadi di sviluppo. Le nutro con insetti morti, miele diluito servito su batoffoli di ovatta e acqua molto zuccherata.

La regina con la sua covata

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Operaie insieme a uova e larve. Quella grande nell’angolo in basso a destra è la regina

Questa specie mi piace di più rispetto alla precedente per un motivo ben preciso: è significativamente più grande e quindi facile da osservare! E ha anche il vantaggio di essere decisamente meno delicata.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.