Album di Famiglia – Le Proscimmie

La seconda tappa del nostro viaggio attraverso la lunga storia della nostra specie e del suo Ordine ci porterà alla scoperta delle Proscimmie, i primati più antichi.

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Lemur catta, una tipica proscimmia (Di Sannse di Wikipedia in inglese – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=112516)

Le Proscimmie sono i Primati più antichi attualmente viventi: somigliano alle prime specie di Primati comparse milioni di anni fa. C’è da dire però che il Sottordine (categoria tassonomica subito sotto l’Ordine) Prosimiae è stato abolito dai tassonomi: infatti grazie alla biologia molecolare si è scoperto che alcune delle specie che vi facevano parte non sono in realtà così strettamente imparentate da poter stare nella stessa categoria tassonomica. Così il Sottordine Prosimiae è stato sostituito col Sottordine Strepsirrhini, che comprende la maggior parte delle Proscimmie, e con quello Haplorrhini, che comprende alcune specie prima classificate come Proscimmie, più tutti gli altri Primati.

Strepshirrini è una parola che deriva dal greco e significa “naso ricurvo”, infatti il loro naso assomiglia a quello dei cani, rendendo impossibile lo sviluppo della mimica facciale; i gruppi sociali formati da questi Primati sono più semplici rispetto a quelli formati dalle scimmie vere e proprie, le aplorrine (delle quali parleremo nei prossimo articoli). Le interazioni sociali, come in tutte le scimmie, sono basate sul “grooming”, ossia la pratica di pulire il pelo degli altri componenti del gruppo; tutte le strepsirrine (tranne una sola specie) hanno una particolare struttura dentaria detta pettine dentale, che viene utilizzata per il grooming. Un’altra cosa che caratterizza gli strepsirrini è la capacità di produrre la vitamina C, che tutti gli altri primati (noi compresi) hanno perso.

La maggior parte è di abitudini notturne, quindi ha sviluppato un udito e un olfatto molto sensibili, insieme a una vista adatta a scarse condizioni di illuminazione. La loro alimentazione è molto varia ma sono tutti onnivori: chi più chi meno si nutrono di foglie, frutti, fiori, uova, insetti, uccelli, rettili, piccoli mammiferi.

La più piccola

Di Bikeadventure di Wikipedia in tedesco – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3534440

Microcebus myoxinus o microcebo pigmeo; vive in Madagascar ed è anche il più piccolo Primate del mondo, con i suoi sei centimetri di lunghezza e i suoi trenta grammi di peso.

La più grande attualmente vivente

CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=336860

L’Indri indri (che fantasia…) vive in Madagascar ed è lungo centoventi centimetri (coda compresa), può pesare anche tredici chilogrammi.

La più grande finora conosciuta

Fossile di Archaeoindris fontoynonti conservato al Museo di Storia Naturale di Parigi (Di Ghedoghedo – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=26559889)

L’estinto Archaeoindris fontoynonti poteva raggiungere i centoottanta chilogrammi di peso, come un odierno gorilla; viveva in Madagascar e si è estinto poche migliaia di anni fa.

 Il Sottordine Strepsirrhini comprende tre Infraordini.

Lemuriformes

I Lemuriformi vivono solo in Madagascar che, in quanto territorio isolato, ha protetto i lemuri dall’agguerrita concorrenza delle scimmie più evolute che si sono diffuse sui continenti. Sono quasi tutti notturni e infatti hanno il tapetum lucidum, uno strato riflettente all’interno dei bulbi oculari che permette di amplificare la poca luce disponibile e vedere in condizioni di scarsa illuminazione; i sensi principali sono però udito e olfatto. Hanno i pollici opponibili, per via delle abitudini arboricole (anche se poche specie sono più terricole), hanno unghie differenziate in base all’uso (artigli, cura del pelo, ecc.); la dieta è onnivora, anche se le specie più grandi tendono a essere un po’ più erbivore, in ogni caso integrano con insetti vari.

La specie più rappresentativa e famosa è il Lemur catta, meglio noto come “lemure dalla coda ad anelli”, che è anche quello con cui è stato aperto l’articolo. È la specie più rappresentativa nonostante sia diurna e principalmente terricola. Vive in gruppi di alcune decine di esemplari, organizzati in società matriarcali.
Non è necessario andare fino in Madagascar per vedere dal vivo questi animali: il Bioparco di Roma ospita una colonia di splendidi esemplari, dove si riproducono con successo in cattività.

Chiromyiformes

Questo Infraordine ospita una sola specie, la Daubentonia madagascariensis:

Di Tom Junek – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2960252

Vive nelle foreste pluviali del Madagascar, dove cattura le larve nelle cavità del legno mediante il suo particolare dito medio: è lungo e sottile, provvisto di un robusto artiglio (si vedono bene nella fotografia). Ha abitudini notturne e sì: sembra un’accozzaglia di pezzi presi a casaccio da altri animali.

Lorisiformes

I Loriformi si possono trovare in Africa e in Asia sudorientale; sono animali di taglia ridotta e dai grandi occhi, per via delle abitudini notturne. Possono essere sprovvisti di coda e avere dei piccoli padiglioni auricolari. Sono arboricoli, quindi hanno i pollici opponibili; sono onnivori e si nutrono di frutti e di piccoli animali.

Molto rappresentativo di questo Infraordine è il Loris tardigradus:

Di Sandilya Theuerkauf – Unpublished, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=720567

Si può trovare solo nelle foreste pluviali dello Sri Lanka, ha un pelo soffice e una caratteristica “mascherina-tipo-ladro” intorno agli occhi. Ha abitudini notturne e si nutre principalmente di insetti, non disdegnando anche piccoli vertebrati e foglie. Ogni lori caccia da solo ogni notte, di giorno però si rivelano animali sociali vivendo in piccoli gruppi e praticando il grooming come passatempo.
Nell’angolo in basso a destra della fotografia si può vedere una mano umana sfuocata che tiene il ramo, confrontandola col lori ci si può fare un’idea delle sue reali dimensioni.

Un tempo erano considerati delle Proscimmie anche i Tarsiiformes (Tarsiformi), che invece sono attualmente classificati fra le aplorrine per via dei caratteri più evoluti che possiedono. Sebbene siano animali notturni, i loro bulbi oculari sono più simili a quelli degli animali diurni (sono privi di tapetum lucidum); mancano degli artigli, al posto dei quali ci sono delle piccole unghie usate per il grooming, sono anche privi del pettine dentale. Sono lunghi poche decine di centimetri, ma hanno delle mani enormi e sproporzionate, usate per arrampicarsi sugli alberi.

CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=112427

Un ottimo esempio è il Tarsius syrichta, che sembra uno strambo spiritello. Questa specie è tipica della parte meridionale dell’arcipelago delle Filippine, dove si nutre di insetti. I suoi enormi bulbi oculari sono fissi e non si possono muovere, quindi l’animale sopperisce con una notevole capacità di ruotare il collo (esattamente come i gufi).

Per ora è tutto, la prossima volta andremo alla scoperta delle scimmie del Nuovo Mondo!