Album di Famiglia – Il Primo Primate

Prima di cominciare serve una premessa: un sistematico mi ucciderebbe per il modo in cui ho usato la parola “famiglia”, infatti essa indicherebbe la categoria tassonomica più piccola dell’Ordine (gli Ordini contengono Famiglie e sono contenuti nelle Classi), che a sua volta contiene il genere. Parleremo prossimamente delle basi della Sistematica, per capire anche cosa significhino quelle due parole strane e latineggianti che identificano ogni specie.

Chi sono i Primati?

I Primati sono un ordine (e quindi una una Famiglia!) di Mammiferi Euteri (detti anche Placentati) che comprende le Proscimmie, le Scimmie e la nostra specie (che fa parte della seconda categoria). Il termine “Primati” deriva dal latino primus, che significa “il migliore”. Questo Ordine è stato istituito da Linneo in persona, agli albori della sistematica biologica ed è caratterizzato dalle seguenti peculiarità:

  • Hanno 5 dita per zampa con pollice più o meno opponibile, per garantire una buona presa (usata per l’arrampicata e per la manipolazione);
  • Unghie corte e allargate, raramente sono presenti artigli nelle specie più primitive;
  • Dentatura non specializzata e quindi dieta onnivora; Molte specie sono caratterizzate dalla presenza di grandi canini usati come armi difensive;
  • Visione a colori e binoculare (occhi rivolti in avanti), in modo da assicurare una buona percezione delle distanze, cosa fondamentale per le specie arboricole che hanno l’abitudine di saltare di ramo in ramo;
  • Hanno le clavicole, che permettono il movimento laterale delle braccia; gli arti anteriori degli animali privi di clavicole possono muoversi solo in direzione antero-posteriore (ecco spiegato perché un cane di gratta la testa con le zampe posteriori);
  • Comportamento è molto vario, ma si trova sempre una certa socialità, spesso organizzata in strutture piuttosto complesse.

Il nostro antenato più antico

Il capostipite dell’ordine dei Primati è una specie fossile chiamata Purgatorius:

Di Nobu Tamura – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=19461292

Già immagino i commenti: «Ma è uno scoiattolo!». Sebbene lo sembri, non è affatto un Roditore, ma il primo esponente dei Primati come testimonia la sua morfologia dentaria, la quale indica anche una dieta insettivora.  È esistito circa settanta milioni di anni fa, nel Cretacico, e deve aver incontrato anche i Dinosauri. Il bizzarro nome di genere, Purgatorius, è dovuto al luogo in cui sono stati trovati i primi fossili di questa specie: Purgatory Hill, Montana (Stati Uniti d’America). Bisogna dire che gli studiosi ritengono che il Purgatorius sia il capostipite dei Primati, però esso appartiene all’Ordine estinto dei Plesiadapiformi. Attualmente esiste un genere di una ventina di specie, Tupaia, che sembra essere molto simile al nostro Purgatorius.

Di User:Stavenn – Opera propria, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1691774

La Tupaia vive in Malesia e non appartiene all’ordine dei Primati ma a quello degli Scandenti, tuttavia è simile all’antico capostipite del nostro ordine (probabilmente per un fenomeno di convergenza evolutiva: specie diverse che vivono in ambienti simili si evolvono in forme simili).

Bisogna anche dire che la somiglianza del Purgatorius coi Roditori non è casuale per due motivi:

  • In base ad alcuni studi genetici, sembra che le linee evolutive che hanno poi portato a Primati e Roditori si siano separate solo 70-80 milioni di anni fa, quindi sembra che i Roditori siano parenti molto stretti dei Primati; i Chirotteri (volgarmente noti come pipistrelli) sono più vicini ai Primati che ai Roditori;
  • Tutti i Mammiferi attuali derivano da Insettivori cretacici di aspetto molto simile al Purgatorius, questo significa che tutti i Mammiferi, dai topi passando per mucche e leoni, fino alle balene, si sono evoluti da un antenato comune il cui aspetto ricordava un topo.

Questa volta l’articolo è un po’ breve: purtroppo c’è poco da dire sul Purgatorius perché la quantità di reperti fossili e di informazioni è piuttosto scarsa, come capita spesso con quando si parla di specie così antiche. Dal prossimo articolo in poi, risaliremo l’evoluzione dei Primati fino a raggiungere la nostra specie: Homo sapiens.

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Ivan Berdini

Naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.