La formica Pheidole pallidula

by Ivan Berdini on

Recentemente ho trovato una regina di una formica di specie Pheidole pallidula e ho decido di tentare di allevarla, tanto avrebbe comunque avuto vita breve dato che l’ho rinvenuta in casa mia.

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La regina che ho trovato all’interno di una provetta, con una provvista d’acqua

Così ho deciso di preparare questa breve scheda su quella specie di formica, molto comune ma comunque sorprendente!

Operaie e soldati

Chissà quante volte avrete visto senza farci caso operaie e soldati di Pheidole pallidula, che spesso si trova anche nelle case o nei giardini. Eppure è una specie inconfodibile per via del marcato dimorfismo che si presenta fra operaie e soldati o, per meglio dire, fra operaie minor e major.

Testa di operaia major (Di The photographer and www.AntWeb.org, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9755885)

Testa di operaia minor (Di The photographer and www.AntWeb.org, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9755821)

La formica in basso è un’operaia minor, cioè la casta che si occupa della ricerca e del trasporto al formicaio del cibo. Quella in alto invece è un’operaia major (soldato) e si distingue per la caratteristica testa enorme, quasi sproporzionata rispetto al resto del corpo. I soldati si occupano della difesa del formicaio, della difesa delle fonti di cibo trovate dalle minor e a volte anche del trasporto di grossi frammenti di cibo in virtù della loro maggiore forza. Di solito un’operaia minor che trova del cibo recluta dei soldati e li porta in loco, dove essi lo proteggono finché le minor non hanno terminato il trasporto.

Sorelle molto diverse

La cosa incredibile che minor e major sono sorelle e condividono lo stesso patrimonio genetico. Le differenze morfologiche, infatti, non sono di origine genetica ma sono provocate dalla diversa dieta con cui è nutrita una larva. Addirittura esiste un terzo tipo di dieta che provoca lo sviluppo di giovani regine dalle stesse larve. Le operaie sono tutte femmine e tutte sorelle e si sviluppano da uova fecondate (diploidi), i maschi vengono prodotti solo nei periodi di sciamatura e si sviluppano da uova non fecondate (aploidi).
Per vedere delle immagini di esemplari preparati, consiglio di visitare questo sito che contiene esemplari di molte delle specie di formica conosciute di tutto il mondo: operaia minor, operaia major, regina.

Le regine sono ancora più diverse

Le regine possono essere lunghe fra 6 e 8 millimetri; le operaie fra 1,6 e 2,6 millimetri; i soldati fra 3,4 e 5 millimetri. La colorazione può assumere vari toni del marrone, a volte più chiaro e a volte più scuro.
Le colonie di solito sono monoginiche (ossia hanno una sola regina), ma può capitare di trovarne poliginiche. Le colonie crescono lentamente appena fondate, per poi crescere molto più in fretta una volta a regime. Di solito i nidi sono scavati nel terreno, ma questa specie riesce a scavare anche in gesso e cemento non troppo duro.

Dieta e origini geografiche

Sono onnivore e si nutrono di qualunque cosa, spesso fanno da spazzine e si possono osservare nelle case mentre portano via molliche di pane o altri frammenti di cibo che possono cadere sul pavimento. Sono attive da marzo ad agosto, a volte per più tempo in base al clima della regione in cui si trovano.

È una specie di origine africana che si è adattata molto bene a tutto il bacino del Mediterraneo e sembra che sia anche abbastanza facile da allevare per i principianti.

La fondazione della colonia è un periodo molto critico per le formiche: le regine, dopo l’accoppiamento avvenuto nel “volo nuziale”, atterrano e si staccano le ali. Poi cercano un luogo adatto dove scavare un primo nucleo del nido nel quale depongono le uova delle prime operaie. In almeno la metà dei casi la fondazione non va a buon fine e le giovani regine muoiono. In cattività la percentuale di successi è un po’ più elevata, ma c’è sempre il rischio che qualcosa vada storto.

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La mia regina che accudisce le sue prime uova

Per la Pheidole pallidula è tutto, vi terrò aggioranti!

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.