Scoperto il gemello della Terra? Non esattamente

Negli ultimi giorni sui media, in seguito a un comunicato della NASA, è stato un fiorire di titoli come “scoperto il gemello della Terra” oppure “scoperto pianeta abitabile” oppure ancora “scoperto pianeta con acqua allo stato liquido” e altre frasi abbastanza ridicole.

Ma le cose stanno davvero così? Purtroppo no, facciamo un po’ di chiarezza.

Ricostruzione artistica del pianeta (Di NASA Ames/SETI Institute/JPL-Caltech – [1], [2], Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=32229517)

Cosa è stato scoperto veramente?

Il telescopio orbitale Kepler è stato lanciato nel 2009 proprio con il compito di cercare pianeti simili alla Terra in orbita ad altre stelle. Simili alla Terra significa che i pianeti devono avere simili dimensioni e che devono essere a una distanza ben precisa dalla stella, in modo che la temperatura superficiale del pianeta sia intorno al punto triplo dell’acqua (che può quindi esistere contemporaneamente negli stati solido, liquido e aeriforme).

Infatti è proprio questo che è stato trovato: Kepler ha osservato una stella situata a circa 500 anni luce dal Sistema Solare e, in base alle variazioni della luce che giunge sulla Terra da quella stella, ha calcolato la presenza di ben quattro pianeti. I calcoli indicano che uno d questi pianeti ha dimensioni paragonabili a quelle della Terra e si trova alla giusta distanza dalla stella per il punto triplo. Questo però non significa che il pianeta sia simile alla Terra o che ospiti forme di vita, purtroppo: è impossibile vedere un pianeta che orbita intorno a una stella lontana 500 anni luce, si può solo calcolare le sue dimensioni e la sua distanza dalla stella per dire, poi, quanto sia probabile che esso possa ospitare condizoni adatte allo sviluppo di forme di vita simili a quelle terrestri.

Il pianeta Kepler-186f

Nella fattispecie il pianeta Kepler-186f, che orbita in circa 130 giorni terrestri intorno alla stella Kepler-186, è leggermente più grande della Terra ed è l’ultimo pianeta del suo sistema. Purtroppo altro non si può dire: ci sono molte altre variabili che possono influenzare lo sviluppo di forme di vita, fra cui la densità che è fondamentale: un pianeta denso e massiccio può produrre un forte campo gravitazione che trattenga una densa atmofsera, come capita sulla Terra; nel caso di Kepler-186f è impossibile stabilire la densità e quindi la forza del suo campo gravitazionale.
Inoltre la stella Kepler-186 è più piccola del nostro Sole: lei è una nana rossa, mentre il Sole è una nana gialla, e quindi emette una minore quantità di energia; questo significa che Kepler-168f è più freddo della Terra nonostante sia molto più vicino alla sua stella (la Terra orbita in 365 giorni, Kepler-186f in appena 130: maggiore è il periodo orbitale, maggiore è la distanza dalla stella al centro del sistema).

In definitiva la scoperta di Kepler-186f è importantissima perché fra tutti i pianeti extrasolari trovati finora questo è quello che ha le maggiori probabilità di essere simile alla Terra e di ospitare forme di vita, ma altro non si può dire, quindi attenzione a ciò che leggete su internet o viene passato dai media tradizionali.

Devo dire che un po’ mi dispiace: la scoperta di un altro pianeta brulicante di vita come la Terra sarebbe la più importante ed eccitante della storia della Scienza!