Il primo uomo nello spazio

Oggi, 12 aprile 2014, cade il cinquantatreesimo anniversario del primo volo spaziale umano, compiuto il 12 aprile 1961 dal cosmonauta sovietico Jurij Gagarin a bordo della Vostok 1.

Il lancio della Vostok 1 (By Source, Fair use, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=33715751)
Jurij Gagarin (Di Arkiv: Sydsvenskan – sydsvenskan.se, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7429097)

Delle umili origini

Jurij Gagarin nacque 9 marzo del 1934 in un villaggio dell’Oblast’ di Smolensk, una regione della Russia Europea, da madre contadina e padre falegname.

Si distinse sin da subito per il suo talento nelle materie scientifiche e poi per il volo, tanto che nel 1959 fu scelto per essere addestrato come cosmonauta e il 12 aprile 1961 compì il volo orbitale che lo consacrò come primo uomo nello spazio.

All’età di 27 anni fu decorato con l’Ordine di Lenin e divenne un eroe nazionale per la Russia, tanto che il centro di addestramento dove vengono formati gli astronauti porta il suo nome.

Gagarin volò nello spazio solo quella volta, dopo la quale collaborò alla realizzazione delle successive missioni spaziali, partecipando anche allo sviluppo della capsula Sojuz.

Morì nel 1968, quando l’aereo che pilotava si schiantò, e le sue ceneri riposano nel Cremlino.

Schema della Vostok 1 (Di Reubenbarton at en.wikipedia – Opera propria (Descrizione originale: “I created this diagram in Paint Shop Pro”), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=176668)

Il volo della Vostok 1

Il 12 aprile 1961, alle ore 9:07 secondo l’ora di Mosca, la Vostok 1 con a bordo Gagarin partì dal Cosmodromodo di Bajkonur, in Kazakistan. La capsula fu portata in orbita da un vettore intercontinentale modificato per testate nucleari.

La capsula si mise in un orbita ellittica intorno alla Terra, con un perigeo (punto più vicino alla superficie del pianeta) a 169 chilometri e un apogeo (punto più lontano dell’orbita) a 315 chilometri.
Dopo un’orbita completa, per una durata complessiva di circa un’ora e mezza, la capsula rientrò in atmosfera e atterrò vicino alla città russa di Engles. La cupsula si schiantò al suolo, mentre Jurij Gagarin si lanciò col paracadute a circa 7.000 metri di altezza e atterrò incolume.

Quando lo videro scendere col paracadute, alcuni abitanti della città di Engles lo scambiarono per una spia americana e Gagarin dovette spiegare che, invece, era un cosmonauta e che gli serviva un telefono per avvertire Mosca della riuscita dell’atterraggio.

 

La capsula Vostok 1 di Jurij Gagarin, conservata nel museo dei Cosmonauti di Mosca (Di Allan Lee (StormyDog) da Auckland, New Zealand – Flickr, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1032174)

Sebbene Gagarin fosse un buon pilota, l’intera missione fu controllata da un computer a terra e il pilotaggio manuale sarebbe stato usato solo in caso di malfunzionamento.

Il volo della Vostok 1 fu solo il primo passo su un cammino che dura ancora oggi e che, nel 1969, ha portato due uomini a sbarcare sulla Luna. Nell’arco del XXI secolo si dovrebbe riuscire a tornare sulla Luna e a raggiungere Marte.