Equinozio di primavera

by Ivan Berdini on

L’equinozio di primavera cade fra il 20 e il 21 marzo e indica un giorno in cui il dì e la notte si equivalgono, ossia si hanno lo stesso numero di ore di luce e di buio. Nell’emisfero boreale (quello dove viviamo noi, a nord dell’equatore) l’equinozio di primavera indica anche la fine dell’inverno e l’ingresso nella primavera; nell’emisfero australe (l’altro, a sud dell’equatore) invece indica la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

Schema dell’equinozio di primavera (CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=113524)

Perché si verifica l’equinozio

L’asse di rotazione del nostro pianeta non è perpendicolare al piano orbitale (il piano delimitato dall’orbita intorno al Sole, detto anche eclittica) ma è inclinato e forma con l’eclittica un angolo di 23°27′; questo significa che nel suo percorso lungo l’orbita l’emisfero illuminato dal sole cambia.

L’inclinazione dell’asse terrestre fa in modo che il piano equatoriale della Terra non coincida con l’eclittica, il risultato è che il sole sembra oltrepassare l’equatore celeste due volte l’anno, nei momenti degli equinozi. Quando il Sole si sposta (parliamo di un moto apparente, perché in realtà è la Terra a spostarsi) sotto il piano dell’equatore celeste si ha l’equinozio di autunno. Quando invece si sposta sopra si ha l’equinozio di primavera. I punti più alto e più basso sono i solstizi che vedremo prossimamente.

I raggi solari sono perpendicolari all’asse di rotazione del pianeta; nei giorni successivi l’area illuminata si sposta principalmente nell’emisfero boreale, cosa che ne provoca un maggiore riscaldamento (e infatti le temperature iniziano a salire e si va verso l’estate) e causa anche la lunga notte antartica: il polo sud si trova in un crepuscolo perenne per tutti i sei mesi fra i due equinozi e infatti le temperature dell’emisfero australe scendono verso l’inverno. Il fenomeno avviene anche al polo nord ma con tempi opposti.

Attenzione: quando nell’emisfero boreale è estate in quello australe è inverno e viceversa; la primavera boreale corrisponde all’autunno australe e viceversa; le stagioni dei due emisferi sono esattamente opposte.

La data non è sempre la stessa

Sebbene tradizionalmente si consideri l’equinozio di primavera il 21 marzo, quest’anno è avvenuto il 20, data che manterrà per buona parte del XXI secolo. La causa di questa discrepanza è da ricercare nell’approssimazione che il calendario opera riguardo l’anno: un anno per il calendario dura 365 giorni, ma un anno sidereo (ossia l’esatto tempo che la Terra impiega a compiere un giro completo attorno al Sole) è di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi. A causa di questa discrepanza ogni anno del calendario è più corto di quello sidereo di circa 6 ore quindi ogni anno l’equinozio cade 6 ore più tardi rispetto all’anno precedente. Per questo stesso motivo si aggiunge il 29 febbraio ogni 4 anni, il famoso anno bisestile, in modo da annullare la distorsione provocata dalla mancanza di quelle 6 ore annue (6 ore per quattro anni = un giorno in più).

Bisognerà attendere il XXII secolo per riavere un equinozio che cada quasi sempre il 21 marzo.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.