Urano, l’altro pianeta dotato di anelli

by Ivan Berdini on

Urano è il settimo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole ed è il terzo per diametro, anche se è solo il quarto per massa, perché Nettuno è più massiccio pur avendo un diametro inferiore. Anche in questo caso si tratta di un gigante gassoso che, tuttavia, è per composizione e struttura interna differente da Giove e Saturno e molto più simile al successivo Nettuno. Purtroppo superato Saturno ci dirigiamo verso la parte meno esplorata del Sistema Solare, quindi potrebbero esserci meno immagini e meno informazioni dettagliate da qui in avanti.

Uranus_rings_and_moons

Di Erich Karkoschka (University of Arizona) and NASA/ESA – http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA02963, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12113

Le due cose subito evidenti sono il colore blu dell’atmosfera e il sistema di anelli, anche se è molto meno spettacolare rispetto a quello di Saturno.

Dati fisici

  • Diametro equatoriale 51.118 chilometri;
  • Distanza media dal Sole 1.639.972.220 chilometri;
  • Distanza media dalla Terra (nel punto di minima distanza) 1 miliardo e 500 milioni di chilometri;
  • Periodo orbitale 84 anni;
  • Periodo di rotazione 17 ore 14 minuti e 15 secondi.

Di Orange-kun (old version user: Brian0918) – This image was made from NASA Earth America 2010.jpg and Uranus2.jpg (colour adjustment) or Uranus (Edited).jpg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1467289

La caratteristica più peculiare di questo pianeta è l’asse di rotazione parallelo al piano dell’eclittica. Di norma l’asse dei pianeti è più o meno perpendicolare all’eclittica, per esempio quello della Terra è inclinato di 23°27’, quello di Urano è inclinato di 98°, quindi è quasi parallelo al piano. Questo vuol dire che per 42 anni (metà del suo periodo di rivoluzione) orienta un polo verso il Sole, per gli altri 42 anni l’altro. L’equatore viene direttamente illuminato solo nella fase intermedia fra i due momenti. Questa bizzarra inclinazione rende estreme le stagioni, con l’emisfero rivolto al Sole caldo e l’altro estremamente freddo. Non si conosce il motivo per cui l’asse del pianeta sia così inclinato, si ipotizza che questa condizione sia stata provocata dalla collisione con un protopianeta all’epoca della formazione del Sistema Solare, ma benché sia probabile non ci sono prove a supporto di questa teoria per via del fatto che gli impatti sui giganti gassosi non lasciano tracce evidenti per a causa della loro superficie fluida.

Struttura interna

By Uranus-intern-de.png: FrancescoAderivative work: WolfmanSF (talk) – Uranus-intern-de.png, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14583180

L’interno di Urano è formato da strati concentrici come tutti gli altri pianeti. Al centro troviamo un nucleo solido, probabilmente formato da Ferro (Fe) e da Silicio (Si). Sopra di esso troviamo un mantello spesso 10.500 chilometri, formato probabilmente da ghiaccio, metano (CH4) e da ammoniaca (NH3). L’ultimo strato è l’atmosfera, formata da idrogeno (H) e da elio (He), con tracce di metano (che è responsabile della colorazione ciano dell’atmosfera), acqua e ammoniaca. Bisogna notare che l’atmosfera è la più fredda del Sistema Solare, con i suoi 49°K (ovvero -224°C). Da segnalare è la presenza di nubi particolarmente luminose.

Di NASA, ESA, and M. Showalter (SETI Institute) – http://hubblesite.org/newscenter/archive/releases/2007/32/image/c/, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4236731

Sono formate probabilmente da cristalli di metano, che risalgono dalle profondità del pianeta. Le nubi vengono spesso trasportate o disperse dai forti venti, le cui velocità possono variare fra i 100 e i 600 chilometri orari. Il campo magnetico è inclinato di 60° rispetto all’asse di rotazione, stranamente molto distante dall’angolo dell’asse di rotazione che di 98°. Purtroppo ancora non si conoscono i meccanismi che generano la magnetosfera uraniana.

Il sistema di anelli di Urano è molto meno vistoso di quello di Saturno: è formato da polveri ed è appena percettibile, infatti è stato scoperto solo quando la Voyager 2 ha raggiunto il pianeta in quanto non è visibile attraverso i telescopi.

Come ho scritto alcune righe sopra, Urano è stato poco studiato, infatti l’unica sonda che lo ha raggiunto è stata la NASA Voyager 2 il 24 gennaio 1986. Il passaggio è durato solo sei ore, ma ha fornito più dati di due secoli di osservazioni attraverso i telescopi. Non sono previste al momento altre missioni di studio verso Urano, uno dei motivi è la notevole distanza del pianeta dalla Terra e soprattutto dal Sole: infatti non sarebbe possibile alimentare la sonda con le consuete celle fotovoltaiche ma si dovrebbero usare dei generatori termoelettrici a radioisotopi che sono molto costosi e osteggiati (senza alcun motivo logico) da alcune organizzazioni ecologiste.

Satelliti

Urano ha 27 satelliti, i pricipali sono 5: Ariel, Umbriel, Titania, Oberon e Miranda. Degno di nota è il fatto che i nomi dei satelliti siano tratti da opere di autori inglesi come William Shakespeare o Alexander Pope, invece che dalla mitologie greca come di consueto.

Titania

Di NASA/JPL – http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA00036, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7120964

Coi suoi 1.577 chilometri di diametro, Titania è il più grande dei satelliti di Urano. È formato da ghiaccio, silicati e composti organici. Ha una tenue atmosfera ed è l’ottavo satellite per dimensioni del Sistema Solare, più piccolo anche della Luna.

Oberon

Di NASA – http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA00034http://ciclops.org/view/3653/Oberon_at_Voyager_Closest_ApproachOriginally from en.wikipedia; description page is/was here., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2621301

Ha un diametro di 1.522 chilometri ed è formato da ghiccio e rocce, con tracce di composti organici come il metano.

Umbriel

Di NASA – http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA00040, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97635

Il diametro è di 1.169 chilometri ed è composto di ghiccio, rocce silicatiche e metano congelato.

Ariel

Di NASA/JPL – http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA01534 (image link), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=47875

Ha un diametro di 1.162 chilometri, quindi è poco più piccolo di Umbriel. Dovrebbe essere fomato da ghiaccio e rocce con tracce di composti organici. La sua superficie è molto irregolare e ricca di crateri e canyon.

Miranda

Di NASA/JPL-Caltech – Keele Astrophysics Group;PhotojournalNASA Secondary Sources: PIA01490 (rotate to the right 90 degrees and enhance details), PIA 00042 and PIA 02217http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA18185, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=47883

Miranda è la più piccola dei satelliti maggiori, tanto che le sue dimensioni non sono sufficienti ad avere una forma sferica, infatti ha una forma piuttosto irregolare con vari diametri; quello medio è di 471 chilometri. La sua composizione non è nota, ma si suppone che sia formata da ghiaccio e silicati.

Questo era Urano, la prossima volta ci occuperemo dell’ottavo e ultimo pianeta: Nettuno.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.