Giganti del Passato – Mammiferi

Questa volta il nostro viaggio fra i giganti del passato di porta nella Classe dei Mammiferi, con specie davvero sorprendenti.

Un marsupiale gigante

Iniziamo con una specie che popolava l’Australia, il più grande marsupiale noto:

Di Creator:Dmitry Bogdanov – dmitrchel@mail.ru, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=555004

Il Diprotodon (un genere che comprende le due specie Diprotodon australis e Diprotodon optatum) popolò l’Australia nel Pleistocene e poteva essere lungo fino a 4 metri e pesare 3 tonnellate, al garrese era alto circa un metro e mezzo, a volte di più. Sembra quasi un incrocio fra vari altri animali, infatti era grande come un rinoceronte ma viveva nei laghi più o meno come gli ippopotami, è anche uno stretto parente dei vombati ma aveva una dentatura da Roditore. Il Diprotodonte si è estinto circa 40.000 anni fa, probabilmente anche a causa della caccia cui fu sottoposto dai primi Aborigeni australiani.

Un roditore colossale

Visto che li ho nominati, tanto vale passare subito al più grande roditore finora scoperto, lo Josephoartigasia monesi. Questo incredibile Roditore popolò l’odierno Paraguay durante il Pliocene, più o meno fra i 2 e i 4 milioni di anni fa. Le sue misure erano davvero da record: 3 metri di lunghezza e 1,5 di altezza, con degli incisivi a crescita continua (tipici dei Roditori) di ben 30 centimetri. Questa specie è stata classificata e studiata a partire da un cranio fossile lungo 53 centimetri e il suo parente più prossimo ancora in vita è il capibara che si può vedere nell’immagine, ma che si è notevolmente ristretto.

Un alce con un palco di 3 metri

Di Postdlf da w, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=245735

Il suo nome è Megaloceros giganteus ed è volgarmente è noto come “alce irlandese” o “cervo gigante”. Era altro fino a 2 metri al garrese. Anche se viene erroneamente detto “alce irlandese”, perché è stato scoperto in Irlanda, il suo areale si estendeva sulle isole britanniche attraverso l’Europa fino all’Asia centrale. Questo grande animale è vissuto fra il Pleistocene e l’Olocene e si è estinto circa 9000 anni fa, quindi anche piuttosto recentemente, ed è possibile che fra le cause dell’estinzione ci sia anche la caccia da parte della nostra specie.

L’elefante più grande

Sapevate che il più grande elefante della storia è vissuto proprio in Italia? Parliamo dell’Elephas antiquus:

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Scheletro di Elephas antiquus (femmina) conservato nel museo di palentologia dell’Università Sapienza di Roma

Questo grande pachiderma aveva un’altezza media al garrese di quattro metri (ma poteva arrivare a che a sfiorare i cinque) ed era molto comune in Italia prima dell’ultima glaciazione (il Würm, iniziato circa 18.000 anni fa), infatti questa specie era adattata a climi caldi e il mondo dell’epoca era più caldo rispetto all’attuale. Nel tempo l’Elephas antiquus si è diffuso in tutta Europa dando origine a molte sottospecie. A questo proposito vale la pena ricordare il curioso Elephas falconeri che era un elefante nano: l’enorme Elephas antiquus, isolato in Sicilia dall’innalzamento dei mari, si è evoluto in una forma alta appena 90 centimetri al garrese (si è estinto circa 6.000 anni fa). La cosa incredibile è che era comunissimo in quella che oggi è la campagna romana: moltissimi fossili sono stati rinvenuti nei depositi alluvionali del Tevere, anche zanne lunghe fino a tre metri, quindi se avessimo passegggiato intorno a Roma 20.000 anni fa avremmo probabilmente incontrato branchi di questi elefanti più grandi anche dei famosi mammuth.

Un primate titanico

E ora parliamo di un nostro parente, il Gigantopithecus:

GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=61305990

Una grande scimmia che poteva raggiungere i 3 metri di altezza e i 500 chilogrammi di peso. I gigantopitechi hanno popolato il Sud-est Asiatico durante il Pleistocene per estinguersi circa 300.000 anni fa. Probabilmente hanno condiviso lo stesso ambiente con l’Homo erectus. Purtroppo sono stati trovati pochi fossili a causa del loro utilizzo nella medicina tradizionale cinese: la gran parte dei dati è stata dedotta confrontando dei denti fossili (2,5 centimetri di lato) con quelli del suo parente più prossimo, l’Orango (genere Pongo). Secondo alcuni criptozoologi il Gigantopiteco sarebbe sopravvissuto fino a oggi e sarebbe alla base degli avvistamenti di Yeti o Sasquatch, ma non sono presi sul serio dalla Comunità Scientifica per motivi più che validi: non è stata dimostrata l’esistenza delle suddette scimmie leggendarie e non esistono fossili di Gigantopiteco più recenti di 300.000 anni.

Il più grande mammifero terrestre

E ora risponderò a una domanda che potrebbe esservi venuta spontanea: qual è il più grande mammifero in assoluto? Qui occorre fare una precisazione: il più grande mammifero in senso assoluto, coi sui 33 metri di lunghezza, è la Balenottera Azzurra (Balenoptera musculus), se invece intendessimo il più grande mammifero che abbia abitato le terre emerse dovremmo parlare di lui:

Di Momotarou2012 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23140352

Il genere Indricotherium (o Baluchitherium, la classificazione è ancora controversa) comprendeva alcune specie di rinoceronti senza corno che potevano raggiungere i 5,5 metri di altezza e gli 8 di lunghezza,  mentre le stime sul peso indicano che poteva pesare tra le 10 e le 20 tonnellate, ovvero anche 4 volte un elefante africano moderno. Questi colossi vissero in Asia centrale a cavallo fra l’Oligocene e il Miocene e si estinsero circa 20 milioni di anni fa. Data la lunghezza del collo è probabile che l’indicoterio non brucasse l’erba ma le foglie degli alberi, come fanno le odierne giraffe.

Per questa volta il nostro viaggio tra i giganti termina qui, prossimamente parleremo di antichi giganti che abitavano le acque, sia dolci che salate!