La Fascia Principale

Il Sistema Solare è diviso in due regioni: quella interna, caratterizzata dai pianeti terrestri o rocciosi, e quella esterna, nella quale si trovano i pianeti gioviani o gassosi (dei quali ci occuperemo prossimamente). Il confine fra di esse è la cosiddetta “fascia degli asteroidi” ma tale denominazione è imprecisa perché non esiste una sola fascia di asteroridi. Quella fra Marte e Giove (di cui parleremo prossimamente) è chiamata Fascia Principale.

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Di HeNRyKus – Wikimedia Commons, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2016554

La Fascia Principale ospita migliaia di asteroidi, che orbitano tutti intorno al sole lungo orbite simili. Un asteroide (detto anche planetoide) è un corpo roccioso della stessa composizione di un pianeta terrestre, ma è molto più piccolo e generalmente privo di forma sferica; le dimensioni sono molto varie e possono variare da pochi metri fino a decine di chilometri di diametro.

La regione occupata dagli asteroidi si trova fra le 2 e le 4 (Unità Astronomiche) U.A. dal Sole e secondo le stime contiene circa un milione di oggetti, ma ne sono stati catalogati solo centomila circa. Solo duecento venti di essi hanno un diametro maggiore di cento chilometri, vediamo i più degni di nota.

2 Pallas

Di Hubble Space Telescope/STScI – http://www.lpi.usra.edu/meetings/lpsc2008/pdf/2502.pdf, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3902388

Purtroppo non esistono immagini migliori. Ha un diametro di circa 530 Km e costituisce il 7% circa della massa di tutta la Fascia. Il suo volume è molto simile a quello di Vesta (di cui parleremo fra poche righe), ma la sua massa è inferiore del 20% circa. Non sono previste missioni di esplorazione.

4 Vesta

Di NASA JPL – dawn.jpl.nasa.gov, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15864993

 Il suo diametro si aggira sui 530 Km come per Pallas, ma la sua massa rappresenta il 12% circa dell’intera fascia, questo significa che è formato da un materiale più denso. La sonda NASA Dawn ha raggiunto Vesta nel luglio del 2011 e lo ha studiato per circa un anno, attualmente si sta dirigendo verso Cerere (di cui parleremo fra poche righe). L’immagine poco sopra è stata scattata nel 2015 dalla sonda Dawn.

1 Ceres

Di NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA – http://photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA19562.jpg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40566240

Ceres, nota anche come Cerere, è la vera regina della Fascia Principale: coi suoi 950 Km di diametro ne rappresenta il 32% della massa totale. È l’unico pianeta nano del Sistema Solare interno ed è anche l’oggetto della fascia dalla forma più sferica. Dovrebbe essere formato da ghiaccio e vari minerali, come carbonati e argille. La sonda NASA Dawn, che ha già visitato Vesta, visiterà Ceres verso 2015.

La fascia è formata da numerosi oggetti, ma la sua densità è molto bassa: tutte le sonde spaziali che l’hanno attraversata non hanno incontrato nessun asteroide. L’unico modo per incontrarne uno è quello di puntarlo apposta, come è stato fatto con la già citata Dawn.

Formazione della Fascia Principale

Ma come si è formata? La teoria più accreditata sostiene che essa sia il materiale di un pianeta mai formato. I pianeti infatti si sono formati per l’accrezione di frammenti detti planetesimi e l’azione della forte gravità del vicino Giove ha impedito a questi planetesimi di unirsi, formando una fascia di asteroidi. Gli oggetti più grandi, come Cerere, possono essere definiti protopianeti. Quindi la Fascia Principale è un buon esempio di come doveva essere il Sistema Solare durante suoi primi milioni di anni di esistenza: molte fasce di planetesimali che si univano per gravità e formavano gli attuali pianeti. Un’altra teoria indica gli asteroidi come i resti di un pianeta distrutto da una grande collisione o da un altro evento catastrofico, ma viene ritenuta poco probabile.

Tipi di meteoriti

Sono molto comuni le collisioni fra asteroidi che variarne le orbite, a volte abbastanza da portare alcuni di essi fino sulla Terra. Ogni anno, infatti, cadono sulle nostre teste molte tonnellate di rocce extraterrestri, dette meteoriti, ne esistono di tre tipi:

  • le aeroliti, formate da materiale roccioso, di solito da minerali silicatici;
  • le sideriti, formate da una lega di Ferro e Nichel;
  • le sideroliti, agglomerati dei due tipi precedenti.
Il Meteor Crater in Arizona (USA) (Di D. Roddy, U.S. Geological Survey – http://www.solarviews.com/cap/earth/meteor.htm, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=119214)

La maggior parte di questi oggetti è abbastanza piccola e dà origine al fenomeno noto come “stelle cadenti”, di norma evaporano con l’attrito dell’atmosfera. Le stelle cadenti della notte di san Lorenzo sono provocate proprio da questo fenomeno: tanti piccoli frammenti che precipitano sulla Terra e bruciano mentre attraversano l’atmosfera.

Oggetti più grandi arrivano a toccare il suolo, con effetti simili a quelli di un esplosione nucleare, per via dell’immensa quantità di energia cinetica accumulata. Il Meteor Crater dell’Arizona, del diametro di 1.200 metri circa, è stato generato dall’impatto di un oggetto metallico di circa 30 metri di diametro.

Può anche capitare che la meteora esploda in aria senza toccare terra, anche se l’esatta dinamica di questo fenomeno non è ancora del tutto chiara. Un famoso esempio è l’evento di Tunguska: un’esplosione che devastò 2.150 chilometri quadrati di taiga siberiana e che scavò un grande cratere che ora è occupato da un lago.

L’esplosione fu talmente potente che quasi fece deragliare un treno in transito a circa 600 Km di distanza e il cielo della città di Londra (distante migliaia di chilometri) fu illuminato quasi a giorno, nonostante fosse più o meno la mezzanotte. La meteora caduta in Russia nel febbraio del 2013 è un altro ottimo esempio di questo fenomeno (qui per approfondire).

Le meteoriti trovate sulla Terra hanno permesso di studiare i materiali presenti nell’interno del nostro pianeta, che sarebbe stato impossibile prelevare in altro modo.

Nel prossimo articolo di astronomia conosceremo il re dei pianeti: Giove.

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Ivan Berdini

Naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.