Giganti del Passato – Uccelli

Cosa vi verrebbe in mente se io dicessi la parola “uccelli”? Dovrebbero venirvi in mente due categorie di animali: esserini piccoli e graziosi come il pettirosso (Erithacus rubecula), un piccolo uccello cantore di massimo 22 grammi di peso e circa 7 centimetri di apertura alare.

Di André Karwath aka Aka – Opera propria, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97455

Oppure grandi e maestosi come l’aquila reale (Aquila chrysaetos), un silenzioso ed efficiente predatore dall’apertura alare di 240 centimetri.

Di Richard Bartz, Munich aka Makro Freak – Opera propria, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2888551

Il più grade uccello volatore

Iniziamo da una specie facente parte dello stesso Ordine dell’aquila: l’Argentavis magnificens, il più grande uccello volatore conosciuto.

CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2347895

I fossili di questa specie sono stati scoperti nel 2009 in Argentina. L’apertura alare poteva raggiungere i 7 metri. Questo “aereo piumato” abitava il Sud America fino al Miocene e si è estinto circa 6 milioni di anni fa. Secondo i palentologi è un parente del moderno condor delle Ande (Vultur gryphus), ossia dell’attuale uccello volatore più grande coi suoi tre metri circa di apertura alare. In virtù della sua parentela col condor, si crede che l’argentavis fosse un animale spazzino come tutti gli avvoltoi, ma doveva comunque essere piuttosto forte viste le dimensioni: avrebbe potuto sollevare un uomo adulto senza problemi.

Gli uccelli più grandi finora scoperti, tuttavia, erano inabili al volo; il prossimo era addirittura attero (cioè era privo di ali, perse nel corso della sua evoluzione).

Il “terribile uccello”

By Frederick William Frohawk (16 July 1861 – 10 December 1946), an English zoological artist and lepidopterist. – This file was derived from: Extinctbirds1907 P42 Dinornis ingens0375.png, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=55276692

Il moa gigante settentrionale (Dinornis novaezelandiae, che significa “terribile uccello neozelandese”) appartienente alla famiglia dei Dinornitidi, volgarmente noti come moa. Etimologicamente, il nome di genere Dinornis significa “terribile uccello”. Esistevano svariate specie di moa, la più grande (quella in foto) poteva raggiungere i 3,6 metri di altezza e i 300 chilogrammi di peso, tuttavia è probabile che portasse il collo piegato in modo da tenere la testa al livello dei cespugli di cui si nutriva. La caratteristica più inusuale di questi uccelli era la totale assenza di ali: dato che vivevano su un isola priva di predatori e di mammiferi erbivori concorrenti, durante l’evoluzione hanno perso le ali e aumentato la taglia a dismisura. Il moa gigante settentrionale visse nell’isola più a nord dell’arcipelago della Nuova Zelanda fino al XIV secolo, quando si estinse a causa della caccia intensiva cui lo sottoposero i Maori. Le altre specie più piccole di moa si estinsero per lo stesso motivo fra il XVIII e il XIX secolo.

Un temibile predatore

By Amanda from Chicago, USA – FlickrUploaded by FunkMonk, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12044949

Il Titanis walleri era un enome e temile predatore inabile al volo, che visse in Nord America durante il Pliocene, fra i 5 e i 2 milioni di anni fa. Era alto 2,5 metri e pesava circa 150 chilogrammi. Sebbene il cranio completo non sia stato ritrovato, si è dedotto che il Titanis doveva avere un enorme becco a forma di ascia. Le informazione sul becco sono state dedotte confrontando i resti con quelli del suo parente più prossimo, il sudamericano fororaco (Phorusrhacos longissimus). Il suo becco era lungo circa 60 centimentri quindi, tenendo conto delle proporzioni, si può calcolare che il più grande Titanis avrebbe avuto un becco lungo circa un metro. Si capisce perché è chiamato volgarmente “uccello del terrore”?
La sua caratteristica più peculiare erano le ali: essendo inabile al volo si erano adattate alla caccia, acquisendo un grande artiglio sull’unico dito che possiedono gli uccelli e che nei volatori, invece, sostiene l’ala. Incontrare questo temibile predatore non sarebbe stata una bella esperienza: usava inseguire le prede per poi abbatterle a forza di colpi del suo poderoso becco; è probabile che potesse uccidere prede grandi come cervi, sebbene preferisse nutrirsi di animali più piccoli e più facili da catturare.

Il più grande di tutti

E ora è giunto il momento del detentore del record assoluto di dimensioni, L’Aepyornis del Madagascar.

By Acrocynus – Acrocynus, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3830345

L’uccello elefante del Madagascar (Aepyornis maximus) poteva superare in 3 metri di altezza e i 450 chilogrammi di peso. Questo gigante pennuto si estinse nel XVII secolo a causa della distruzione del suo habitat causata dalla massiccia colonizzazione del Madagascar. Anche le sua uova erano enormi: misuravano 390×327 millimetri per un peso di 12 chilogrammi; il loro volume era di 8 litri, quanto circa 7 uova di struzzo (Struthio camelus) o 180 di gallina (Gallus gallus domesticus).

In caso ve lo stiate chiedendo, il più grande attualmente esistente è Struthio camelus, può arrivare ai due metri di altezza ed è diffuso negli ambienti aridi dell’Africa centrale e meridionale. Ovviamente è inabile al volo.