Venere, il pianeta gemello della Terra

Il secondo pianeta del Sistema Solare ha il nome dea romana dell’amore e della bellezza ed è anche l’unico pianeta oltre alla Terra ad avere un nome femminile.

Vista dalla Terra è l’oggetto più luminoso del cielo notturno dopo la Luna, per via dell’elevata albedo della sua atmosfera (che ha un elevato potere riflettente), ma la sua bellezza è solo apparente: infatti la superficie di Venere è quanto di più vicino all’accezione comunde dell’infeno della superificie venusiana.

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Di NASA or Ricardo Nunes – http://www.astrosurf.com/nunes/explor/explor_m10.htm, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=338424

Guardandola a distanza ravvicinata sembra in effetti meno bella di come appare dalla Terra: la superficie è nascosta da dense nubi. Cosa nascondono?

Un pianeta infernale

Le candide nubi veneree sono formate da acido solforico e l’atmosfera è formata per il 97% da anidride carbonica, che vi ristagna per via dell’assenza di un ciclo del Carbonio come quello che esiste sulla Terra. Dato l’immenso effetto serra provocato dall’abnorme quantità di CO2 la temperatura superficiale arriva a circa 460°C. Inoltre, la pressione atmosferica della superficie è circa 92 volte quella terrestre: per trovare sulla Terra la medesima pressione si dovrebbe scendere nelle profondità dell’oceano per circa 1.000 metri. La massa dell’atmosfera è 93 volte quella terrestre, quindi è anche notevolmente più densa.

Dati fisici

  • Diametro medio 12.103 km (solo 650 meno della Terra).
  • Distanza media dal Sole 108.208.925 km.
  • Periodo orbitale 225 giorni (terrestri).
  • Periodo di rotazione 243 giorni (terrestri).
  • Distanza media dalla Terra (nel punto di minima distanza) 40 milioni di chilometri.
  • Nessun satellite naturale.

Venere ruote intorno al proprio asse in 243 giorni e gira intorno al Sole in 225 giorni, questo vuol dire che un giorno venusiano è più lungo di un anno venusiano, inoltre la rotazione è retrograda, ovvero è al contrario rispetto a quella terrestre (da est a ovest); questo significa che dalla superficie di Venere si vedrebbe l’alba a ovest e il tramonto a est. È probabile che la singolarità della rotazione e l’assenza di satelliti naturali siano legati: secondo alcune teorie Venere aveva un tempo un antico grande satellite, di dimensioni paragonabili a quelle della Luna (e formatosi in modo simile), che è precipitato sul pianeta alterandone il senso e la velocità di rotazione, ma la teoria non è stata confermata.
Il diametro e la densità media sono molto simili a quelli della Terra, tanto che vengono da alcuni considerati pianeti gemelli. Il minor diametro comporta una massa pari a circa l’81% di quella terrestre, di conseguenza l’accelerazione gravitazionale è circa 0,88 volte la nostra.

Venere e la Terra, quasi gemelle

Vediamo ora un’immagine in cui Venere e la Terra sono messe a confronto:

Si vede che sono molto simili in quanto a dimensioni. È probabile che miliardi di anni fa Venere avesse un atmosfera simile a quella della Terra e che la sua superficie fosse coperta da oceani ampi e poco profondi. Ma l’eccessivo effetto serra li fece evaporare e il vapore acqueo esasperò il suddetto effetto serra in una specie di reazione a catena. Infatti è poco noto ma il vapore acqueo è un gas serra molto più potente della famosa anidride carbonica.

Superficie

Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=137058

In effetti non c’è nulla di particolare: la superficie è solo una vasta landa vulcanica attraversata da catene montuose, che testimoniano anche un’attività tettonica paragonabile a quella terrestre, anche se al momento appare non essere in corso. Sono presenti relativamente pochi crateri meteorici perché la densa e soffocante atmosfera distrugge col fortissimo attrito molti degli oggetti che vi precipitano: solo corpi di grandi dimensioni riescono a toccare la superficie.

Struttura interna

Struttura interna di Venere (Di Andrea Pittalis – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=26571306)

Data la somiglianza con la Terra, le testimonianze di attività vulcanica e tettonica (almeno in passato) e la presenza di una magnetosfera, gli astronomi hanno dedotto che la struttura interna sia molto simile a quella terrestre: una crosta, un mantello e un nucleo metallico fuso nella parte esterna.

Esplorazione di Venere

L’esplorazione di Venere è stata una delle più complesse della storia dell’astronautica per via della mancanza di dati sulle condizioni ambientali prima e per le difficili condizioni riscontrate poi. Fu l’Unione Sovietica a concentrare molte risorse nell’esplorazione di Venere con le sonde della serie Venera. Atterrata il 15 dicembre 1970, la sonda Venera 7 fu il primo oggetto costruito dalla nostra specie a trasmettere un segnale dalla superfice di un altro pianeta. Le prime fotografie in bianco e nero furono inviate dalla Venera 9, mentre le Venera 13 e Venera 14 trasmisero le prime immagini a colori. Ecco una di quelle scattate Venera 13:

Di Agenzia Spaziale Russa – [1], [2], https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=1770755
Infine, la mappatura della superficie è stata costruita dalla sonda Magellano, che entrò nell’orbita di Venere nel 1990 e portò a termine il suo compito scandagliando la superficie con un RADAR ad alta risoluzione. Ecco una mappa topografica della superficie venusiana:

Di NASA Ames Reseach Center, U.S Geological Survey and Messachusetts Institute of Technology – http://nssdc.gsfc.nasa.gov/poto_gallery/photogallery-venus.html direct link to the picture:ftp://nssdcftp.gsfc.nasa.gov/photo_gallery/hi-res/planetary/venus/pvo_topo_mercator.tiff, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11460252

Per il 2016 era previsto il lancio della sonda russa Venera-D che avrebbe dovuto completare la mappatura con un RADAR a risoluzione più elevata, ma purtroppo il lancio della missione è slittato dal 2026.

Concludiamo con un’ultima immagine piuttosto suggestiva: che aspetto avrebbe Venere se avesse avuto la stessa evoluzione della Terra?

Di Ittiz da en.wikipedia.org, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2440739

Sarebbe davvero la sua gemella, perché la distanza orbitale dal Sole sarebbe quella giusta per ospitare forme di vita.