Bison bonasus, il bisonte europeo

Sono certo che la vista di questa fotografia ricorderà ai più i film Western, con le grandi praterie, gli indiani e i cowboys, perché quei film erano pieni di bisonti. Pochi sanno però che il bisonte in foto non vive in Nord America, ma in Europa: infatti esiste una specie di bisonte tipica dell’Europa settentrionale chiamata Bison bonasus.

Di Michael Gäbler, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9875161

Per la cronaca, il bisonte americano, Bison bison, è questo:

Di Jack Dykinga – This image was released by the Agricultural Research Service, the research agency of the United States Department of Agriculture, with the ID K5680-1 (next).Questo tag non indica lo status del copyright dell’opera ad esso associato. È quindi richiesto un normale tag di copyright. Vedi Commons:Licenze per maggiori informazioni.English | français | македонски | +/−, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=343547

Guardandolo bene lo si può distinguere dall’europeo per la criniera più folta e per il corpo più massiccio, che indica una mole maggiore.

Il più grande animale d’Europa

Il Bison bonasus è il più grande animale del continente Europeo: il suo peso può arrivare anche a 900 chiogrammi e può raggiungere i due metri di altezza al garrese per circa tre metri di lunghezza. Le dimensioni più contenute rispetto al suo cugino americano hanno aiutato il bisonte europeo a sopravvivere nel nostro continente, infatti lo troviamo in ambiente di foresta, mentre quello americano vive in grandi praterie. Sono animali sociali, che di norma vivono in mandrie composte da femmine con piccoli e giovani di ambo i sessi, di solito controllate da un maschio adulto. Le mandrie di solito non superano i quindici esemplari ed è frequente che più mandrie si incontrino e si scambino degli esemplari, cosa che aiuta la variabilità genetica (infatti le mandrie non sono unità familiari). Può capitare di trovare coppie di maschi che vivono soli. Il bisonte è un Bovide, quindi un parente stretto delle vacche domestiche e dei bufali. Come tutti i Bovidi, è un erbivoro ruminante, che ha la capacità di digerire la cellulosa grazie alle colonie batteriche che vivono simbioticamente in una delle quattro cavità dello stomaco bovino.

Origine e distribuzione

Questa specie era originariamente diffusa in tutta Europa, Italia compresa, e in parte dell’Asia centrale. Ora il suo areale sembra ridotto, ma non è proprio così. Il B. bonanus è un sopravvissuto: su di lui verte una storia molto interessante che dimostra quanto la nostra specie possa anche riparare i danni che provoca. Nel corso della storia, infatti, si può osservare l’areale del bisonte che si riduce man mano che l’Homo sapiens si diffonde in Europa, infatti l’animale era cacciato per la pelle e per la carne. Scomparve dalla Francia intorno all’VIII secolo, nell’XI scomparve della Svezia, dalle foreste delle Ardenne nel XV secolo. Finché non rimasero bisonti solo in Polonia, Lituania e Russia in riserve di proprietà degli zar e dei sovrani locali. Addirittura, durante la Prima Guerra Mondiale furono sterminati dalle truppe tedesche che avevano invaso la Polonia nel 1915, per ricavarne carne e cuoio. Nel 1927 il bisonte era estinto in natura e solo una cinquantina di esemplari erano sopravvissuti perché sparsi in vari zoo europei.

Esemplare in cattività nello zoo di Minsk (Di Håkan Henriksson (Narking) – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7427147)

Una specie da salvare

Poi, negli anni ’30, fu avviato un ambizioso programma per salvare la specie che rischiava seriamente di estinguersi definitivamente. Nonostante le difficoltà legate al pool genetico molto ridotto (solo dodici esemplari selezionati per la riproduzione) a oggi si possono contare ben quattromila esemplari di Bison bonasus fra zoo e riserve protette, addirittura esistono delle nuove popolazioni selvatiche nella foresta di Białowieża (Polonia). Oltre che in Polonia, il bisonte è stato reintrodotto con successo anche in altre nazioni europee, tra cui Spagna, Romania e Lettonia. I prossimi paesi a ricevere nuovi esemplari potrebbero essere l’Olanda, la Germania e l’Italia (in Lombardia, per la precisione).

Tuttavia la specie non è ancora salva, perché la bassa variabilità genetica derivata dall’esiguo numero di esemplari di partenza, rende la nuova popolazione sensibile alle infezioni e aumenta la frequenza delle malattie genetice e di tutti gli altri caratteri recessivi. La bassa variabilità rende incerta la sopravvivenza a lungo termine della specie, quindi per evitare di vanificare gli sforzi di coloro che per decenni hanno cercato e stanno cercando di non far estinguere il bisonte europeo, si stanno discutendo varie soluzioni tra cui l’uso dell’ingegneria genetica per introdurre geni del bisonte americano (Bison bison) per aumentare l’ampiezza del pool genetico.

Non ci resta che sperare nella riuscita del progetto!

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Ivan Berdini

Zoologo e appassionato di fotografia