Giganti del Passato – Invertebrati

Se dicessi “libellula” a cosa pensereste? Sicuramente a quegli insetti dalle quattro grandi ali che sorvolano gli stagni in estate con la grazia di ballerine classiche. Infatti, Libellula è un genere dell’ordine degli Odonati: eleganti insetti volatori le cui neanidi si sviluppano in ambiente acquatico. Per esempio questa:

Libellule imponenti

Le specie di maggiori dimensioni arrivano a 7-8 cm di apertura alare, come l’Anax imperator. Qui sorge spontanea una domanda: cosa c’entra coi giganti? Allora guardate questa:

Fossile di Meganeura (Di Hcrepin – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12595863)

Si tratta della ricostruzione di una Meganeura, un insetto molto simile alle odierne libellule vissuto nel Carbonifero, cioè circa 300 milioni di anni fa. La principale differenza con gli Odonati attuali è l’apertura alare: la Meganeura poteva raggiungere i 75 cm. Per fare un paragone, è più o meno la stessa apertura alare del famoso Falco peregrinus.

Come si può vedere molto bene, sembra proprio un’enorme libellula. Tuttavia non si sa se avesse un modo di vita simile alla libellula odierna, perché dai fossili non si può capire. Le libellule vivono in acqua allo stadio larvale, le larve di Meganeura erano acquatiche? Purtroppo non c’è modo di saperlo, a meno di non trovare un fossile di larva e riuscire ad attribuirlo correttamente alla Meganeura, cosa molto difficile.
L’analisi dell’appatro boccale ha permesso di stabilire con certezza che si trattasse di un predatore.

Fossile di Meganeura (Di Hcrepin – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12595863)

Millepiedi colossali

Di Ghedoghedo – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16642189

Tra il Carbonifero e il Permiano visse un gruppo di artropodi simili ai Millepiedi oderni, tranne per il fatto che potevano raggiungere i 3 metri di lunghezza. Questi giganti chiamati Arthropleura vivevano in quello che ora è il Nord America, che allora era ricoperto di lussureggianti foreste tropicali. Purtroppo non sono mai stati ritrovati fossili completi di questi animali, ma in base ai frammenti dei metameri ritrovati (cioè i segmenti tutti uguali di cui è composto il corpo dell’animale) e in base alle impronte fossili, è stato possibile calcolarne le dimensioni approssimative. Pensate se fosse quel bestio a strisciare nei vostri giardini invece dei piccoli Millepiedi moderni, probabilmente abbatterebbe i muri di cinta per farsi strada.

Ammoniti immense

Le Ammoniti (o meglio Ammonoidi) sono una sottoclasse estinta di Molluschi Cefalopodi, quindi parenti degli attuali polpi o calamari. Le Ammoniti erano caratterizzate dalla presenza di una conchiglia spiraliforme esterna (come il Nautilus, unico genere dei Nautiloidi nonché unico parente più prossimo delle Ammonoidi giunto fino a noi), internamente divisa in più cavità da vari setti. L’animale occupava solo la più esterna, mentre le altre venivano riempite di gas o di liquido (analogamente alle casse di zavorra dei sottomarini) in modo da controllare la spinta di galleggiamento. Erano molto diffuse ed esistevano centinaia di specie, ma furono vittime dell’estinzione di massa che coincide con la fine del periodo Cretacico, 65 milioni di anni fa (la stessa che descretò la fine dei famosi dinosauri). La specie di maggiori dimensioni conosciuta è la Parapuzosia seppenradensis:

Di Gunnar Ries – Opera propria (own photo), CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3388880

Trovata in Germania nel 1895, misura circa due metri di diametro. Purtroppo non è completa: si stima che se lo fosse raggiungerebbe circa tre metri di diametro. Chissà quanto erano lunghi i tentacoli, ma sfortunatamente non esiste alcun modo per scoprirlo. Secondo alcuni studiosi questo era un esemplare eccezionale per la sua specie: forse affetto da una patologia che lo ha indotto a crescere in modo abnorme fino a raggiungere dimensioni record.

Enormi scorpioni marini

Concludiamo con un antenato marino degli attuali scorpioni, un Euripteride chiamato Jaekelopterus rhenaniae.

Di ДиБгд – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36922112

Visse nel Devoniano inferiore, ovvero circa 390 milioni di anni fa, nell’attuale Germania e poteva raggiungere i 2,5-3 metri di lunghezza. Era probabilmente un abitatore delle acque dolci e usava i due grandi cheliceri (le “pinze” anteriori, tipiche anche di ragni e scorpioni) per catturare e smembrare i pesci corazzati tipici di quelle ere.

La prossima volta che un insetto vi sembrerà enorme, pensate a questo articolo e ai “mostri” che abitavano la Terra del passato!

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Ivan Berdini

Zoologo e appassionato di fotografia