SOX, il “pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto”

by Ivan Berdini on

Il noto programma televisivo Le Iene, nella puntata del 21 novembre, ha trasmesso un servizio sui Laboratori Nazionali del Gran Sasso che ha terrorizzato molte persone, abruzzesi e non. Ma cosa c’è di vero?

Il rilevatore borexino, parte dell’omonimo esperimento per studiare i netrini solari (Di Borexino Collaboration – Report photography, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44379227)

Questo articolo sarà diverso da solito, polemico e più simile a un editoriale. Un riassuto della vicenda Iene vs INFN si trova qui, consiglio di leggerlo prima di andare avanti.

Il servizio de Le Iene

Cosa c’era di vero nel servizio trasmesso dal programma? Risposta facile: nulla. O meglio, l’unica informazione vera era che ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso ci sarà un esperimento che coinvolgerà una sostanza radioattiva. Ma è ben diverso dal dire, come hanno fatto gli autori del servizio, che sotto la montagna ci sarà un “esperimento nucleare tenuto nascosto”, suggerendo velatamente che potrebbe replicare il disastro di Fukushima. Cosa ancora più grave, gli autori non hanno ritenuto opportuno intervistare i fisici dell’INFN che lavorano al progetto, perché è perfettamente normale NON chiedere ai diretti interessati: loro hanno un conflitto di interessi e quindi è ovvio che difenderebbero l’esperimento (direbbe qualcuno)!

Qui non siamo in Corea de Nord, non si fanno “esperimenti nucleari segreti” e sotto il Gran Sasso non c’è un reattore nucleare. Ci saranno solo 40 grammi di una sostanza che tende naturalmente a emettere radiazioni, affogata in oltre due tonnellate di metallo, tra rame, acciaio e tungsteno. Il rischio di una catatrofe nucleare semplicemente non esiste e non ha senso porsi il problema. Sì, esatto: 40 grammi, 40 bustine di zucchero, mentre in un reattore nucleare come Fukushima ci sono tonnellate di materiale radioattivo.

La redazione de Le Iene si è limitata a produrre un servizio allarmistico che generasse clamore mediatico, il cui contenuto informativo era pari a zero, anzi, possiamo tranquillamente dire che fosse pieno solo di informazioni inventate o esagerate. Sinceramente a me non sembra che questo sia fare informazione, e la cosa grave è che il programma non è nuovo a questo modo di fare. Vi ricordate il caso Stamina? Ecco, partì proprio dai numerosi servizi che le iene gli dedicarono. Siamo fronte quindi a un nuovo episodio del Metodo Le Iene, che mina la fiducia del pubblico negli esperti e genera danni colossali al paese intero.

Cos’è in realtà il SOX

Il SOX è un esperimento che fa parte del più ampio progetto Borexino, il quale studia i netrini solari. Si tratta di una ricerca d’avanguardia e d’eccellenza a livello mondiale, che coinvolge scienziati di varie altre nazioni. SOX è una nuova fase di questa ricerca, che prevede l’installazione di una sorgente radioattiva sotto i rilevatori Borexino per sondare l’esistenza di un nuovo tipo di neutrino, previsto dalla teoria ma mai osservato prima.

Logo dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)

Purtroppo non sono un fisico e quindi non ho le competenze per spiegare bene cosa sia tale esperimento, né tantomeno ho la pretesa di farlo. Per informarsi su cosa sia tale esperimento cedo la parola a Marco Pallavicini, fisico e videdirettore del progetto, che è probabilmente la persona più qualificata per rispondere alle domande sull’esperimento (mi chiedo infatti perché non lo abbiano intervistato anche le iene, ma in effetti posso immaginare una serie di motivi).

Lo stesso INFN ha risposto più di una volta alle accuse, tramite un comunicato stampa e tramite un post pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale dell’istituto come riposta a una madre allarmata che ha chiesto delucidazioni. La risposta si trova qui, ma la copio anche integralmente:

Il servizio delle Iene andato in onda ieri sera contiene numerose falsità e poche verità presentate in modo parziale e fazioso. Cercheremo quindi di fare chiarezza su alcuni punti che destano preoccupazione in lei come in molte altre persone che abitano il territorio.

I Laboratori Nazionali Del Gran Sasso – INFN hanno a cuore la sicurezza dell’acqua del Gran Sasso. La sicurezza dell’acqua in particolare, e dell’ambiente in generale, è una condizione necessaria ai Laboratori per svolgere le proprie attività di ricerca. Soprattutto perché i nostri Laboratori sono parte del territorio abruzzese: molti nostri ricercatori e molte delle persone che vi lavorano sono abruzzesi, vivono nel territorio e bevono l’acqua che esce dai loro rubinetti. E l’INFN pone la massima attenzione al rispetto della legge: tutto è fatto nel rispetto delle norme e con le autorizzazioni necessarie. Quindi anche nel caso del nuovo esperimento SOX si è seguito rigorosamente l’iter di legge. L’autorizzazione all’impiego è stata ottenuta da Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Interno (Protezione Civile) e di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

SOX non è un esperimento nucleare che prevede la manipolazione di atomi, come accade per esempio in una centrale nucleare, ma un esperimento scientifico che usa una sorgente radioattiva sigillata, come quelle che vengono usate, sia pure con una diversa potenza e differenti finalità, negli ospedali delle nostre città per eseguire esami diagnostici e terapie. SOX è infatti un esperimento per lo studio dei neutrini che utilizza 40 grammi di polvere di Cerio 144. Il Cerio 144 produce decadimenti radioattivi spontanei, non reazioni nucleari di fissione. SOX quindi non ha niente a che vedere con un reattore nucleare, non può esplodere, neppure a seguito di azioni deliberate, errori umani o calamità naturali. (Per saperne di più: https://www.lngs.infn.it/it/borexino)

Per garantire lo svolgimento in assoluta sicurezza dell’esperimento, senza nessun rischio per le persone e per l’ambiente, il Cerio 144, è isolato e totalmente schermato. La polvere di Cerio è chiusa e sigillata in una doppia capsula di acciaio, che a sua volta viene poi chiusa all’interno di un contenitore di tungsteno dello spessore di 19 centimetri, del peso di 2,4 tonnellate, realizzato appositamente per SOX con requisiti più alti rispetto agli standard di sicurezza richiesti, e in grado di resistere fino a 1700 °C. La sorgente rimarrà chiusa sotto chiave nel suo alloggiamento inaccessibile, per l’intera durata dell’esperimento, cioè 18 mesi. Il contenitore di tungsteno è indistruttibile: è resistente a impatto, incendio, allagamento e terremoto, secondo studi rigorosi che sono stati svolti come previsto dalla legge e verificati dalle autorità competenti. Quindi, tutti i rischi citati durante la trasmissione, dal terremoto all’atto terroristico, non sono realistici.

SOX, dunque, non rappresenta in alcun modo un rischio, né per la popolazione né per l’ambiente: non implica nessuna dose radioattiva per nessuno, e naturalmente neanche per le persone che lavorano nei laboratori, la dispersione del Cerio è impossibile anche in caso di incidente, la sorgente sarà sempre sorvegliata 24h/24 dal personale che di norma svolge l’attività di sorveglianza nei Laboratori.

Non credo serva aggiungere altro, se non che l’esperimento è stato autorizzato dai ministeri dell’ambiente e della salute, che hanno condotto le proprie indagini prima di dare l’assenso.

Gli effetti del servizio

Il servizio de Le Iene ha avuto effetti che secondo me sono molto gravi, che dimostrano perfettamente quali siano i maggiori problemi del nostro paese.

Il Gran Sasso d’Italia, nelle cui profondità si trovano i Laboratori Nazionali orgoglio dell’Italia intera (Di Rino V. – trasferito su Wikipedia.org, opera propria, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4472372)

Innanzitutto non mi sembra molto normale che qualcuno possa dare informazioni palesemente false senza nessuna conseguenza, ma magari fosse solo questo. La commissione Attività Produttive della Regione Abruzzo ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede il blocco immedito e definitivo dell’esperimento, senza nemmeno preoccuparsi di ascoltare gli scienziati coinvolti. L’unica voce ascoltata è stata quella delle associazioni ecologiste che vogliono solo bloccare tutto, impermeabili a qualunque ragionamento. Addirittura l’Assemblea dei Sindaci minaccia di andare per le vie legali in caso l’esperimento non venga bloccato entro un mese, nonostante l’INFN possegga tutte le autorizzazioni ministeriali del caso. Siamo di fronte a un fatto molto grave e preoccupante: dei politici che dichiarano di voler bloccare tutto solo per inseguire facili consensi nel breve termine (sinceramente non riesco a immaginare altre possibilità, ma sono aperto ai suggerimenti).

La perdita di questo esperimento sarebbe gravissima, perché distruggerebbe completamente quella che è un’eccellenza italiana nel mondo, ossia i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Che l’Italia abbia una qualche eccellenza è assolutamente inaccettabile: deve essere distrutta per assecondare la narrazione dei media che dipingono il nostro paese come un luogo finito e privo di prospettive, abitato da persone mediocri incapaci di fare qualcosa di buono, un paese condannato a un lento declino inevitabile e irreversibile. Si è capito il sarcasmo, vero?

Che problemi ha l’Italia?

La verità è che l’Italia ha un enorme problema con la Scienza e non è solo un problema di comunicazione (sebbene la comunità scientifica nostrana abbia le sue colpe, e belle grosse), il problema è prima di tutto culturale: nel nostro paese quella scientifica non è considerata vera cultura, la cultura è solo quella umanistico-letteraria, e la scuola è progettata proprio in questo modo. Il risultato è un’enorme ignoranza scientifica del popolo italiano, che giustamente si presta molto a farsi terrorizzare da ciò che non conosce adeguatamente, come la radioattività. Ma non è solo la parola “nucleare” a evocare paure incontrollate, c’è gente che si batte per impedire la costruzione di qualunque cosa, anche di un depuratore delle acque reflue (evidentemente continuare a inquinare il suolo è meglio che costruire l’infrastruttura).

Non è un caso che la parola ignoranza faccia rima con arroganza: l’arroganza di prendere una decisione senza sapere nulla di cosa realmente sia l’esperimento di cui parliamo, senza nemmeno preoccuparsi di saperne di più. Questa non è politica, ma solo l’oscurantismo degli anti-intellettuali, e abbiamo tutti da perdere perseverando in un simile atteggiamento.

Le notizie false e i politici che assecondano le paure per fini di consenso sono solo un sintomo del problema: danno semplicemente agli italiani ciò che vogliono. Il problema è l’ignoranza che ha ormai raggiuto il livello d’allarme e se non si corre ai ripari, il nostro paese continuerà davvero ad arrancare agonizzante dietro il resto del mondo. È davvero questo che vogliamo?

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.

2 Comments

shevathas

Complimenti; un ottimo articolo ben argomentato e ben documentato. Al cocktail micidiale di cui parli in conclusione aggiungerei anche che molti, cinicamente, trovano utilissimo speculare sull’ignoranza della gente. Ignoranza che porta ad avere un grosso seguito di “truppe cammellate” da usare per scopi politici.

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Ivan Berdini

Grazie!
Purtroppo è vero, sono in molti a sfruttare la situazione per fare consensi facili e avere un esercito di attivisti pronti a tutto, anche alle manifestazioni più assurde (un ottimo esempio credo sia quello del depuratore che ho portato anche nel testo, non riesco a immaginare nulla di più assurdo).
In genere l’ignoranza è sempre stata largamente sfruttata nel corso della storia per fini simili, in fondo siamo di fronte a un fenomeno vecchio come il mondo, ma ugualmente molto inquietante.

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