Il fiume che non ha una foce

by Ivan Berdini on

Nell’Africa meridionale esiste un fiume che ha una caratteristica molto singolare: non sfocia da nessuna parte. Di solito i fiumi si gettano in un mare, in un lago o in un altro fiume, tranne l’Okavango che sfocia in un deserto.

Il delta dell’Okavango, più o meno al centro (Di The SeaWiFS Project, NASA/Goddard Space Flight Center, and ORBIMAGE – Part of http://visibleearth.nasa.gov/view_rec.php?id=1260 picture (“Visible Earth”) :Sensor OrbView-2/SeaWiFS :Datastart 1999-03-28 :Visible Earth v1 ID 4972, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=113522)

Il fiume Okavango…

Il fiume Okavango si trova nell’Africa sud-occidentale ed è il quarto più lungo del continente coi suoi oltre 1.600 chilometri dalla fonte fino al delta.

Sorge in Angola, poi il fiume attraversa la Namibia e infine il Botswana, dove sfocia nella riserva naturale di Moremi. In questa riserva si trova il delta che costituisce la foce di questo fiume, che non si getta in nessun bacino idrico (mare o lago) o fiume: si disperde nel deserto del Kalahari formando un’enorme palude nota come Delta dell’Okavango.

La palude nota come Delta dell’Okavango (Di Justin Hall from Culver City, USA – A View of the Delta, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4023436)

Grazie alle acque di questo fiume, circa 15.000 chilometri quadrati del deserto del Kalahari, uno dei più aridi del mondo, è florida e piena di vita, ospitando una biodiversità straordinaria.

…e il suo delta

La causa della singolarità della foce dell’Okavango va ricercata molto lontano nel tempo. L’Africa è da milioni di anni sottoposta a un fenomeno tettonico che la sta lentamente spezzando in due parti, per l’esattezza la sezione sud-orientale si sta staccando dal resto.

In pratica si tratta dell’inizio della formazione di un nuovo oceano, che attualmente è visibile come una crepa lunga migliaia di chilometri chiamata Great Rift Valley. Lungo questa spaccatura si trovano alcuni dei luoghi più belli e famosi d’Africa, come il lago Vittoria e il vulcano Kilimangiaro. L’apertura della Rift Valley ha avuto effetti anche sul fiume Okavando, che inzialmente doveva essere un affluente del Limpopo, un altro grande fiume africano che sfocia poi nell’oceano indiano.

Le analisi condotte dai geologi indicano che all’inizio l’Okavango avesse formato un lago, che poi si è progressivamente prosciugato dando origine all’attuale palude. Molto probabilmente il delta si è formato inizialmente sulla costa del lago ed è rimasto anche dopo che si è prosciugato, mentre il Kalahari diventava un arido deserto riarso dal Sole.

La biodiversità del delta dell’Okavango

Il delta ospita un’isola di biodiversità tra le più straordinarie d’Africa, specialmente per il fatto che si trova in un deserto.

Due esemplari di mitterie del Senegal, Ephippiorhynchus senegalensis (Di PanBK at the English language Wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=915313)

Le numerose isole del delta presentano una vegetazione molto variegata, con piante di ogni tipo: erbacee, arboree, arbusti e anche piante acquatiche come il papiro e le ninfee.

Tra i canali nuotano i coccodrilli del Nilo e cacciano uccelli come le aquile pescatrici, gli aironi e i buceri. Si trovano anche numerose specie di pesci e anfibi.

Tra mi mammiferi sono presenti quasi tutti gli animali più famosi d’Africa, come gnu, zembre, giraffe, ippopotami, leoni, iene e ghepardi.

Nel delta vivono anche alcune popolazioni umane che  si sostengono un modo tradizionale mediante caccia, pesca e primitive forme di agricoltura.

In definitiva il delta dell’Okavando è un luogo meraviglioso e ma delicato, che merita di essere preservato e deve essere quindi necessariamente protetto perché perdere la sua biodiversità sarebbe un danno incalcolabile per il mondo intero.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.

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