Alessia Ciccotti

Alla scoperta dell’Orto medioevale di Perugia

by Alessia Ciccotti on

L’Orto medievale, del Centro di Ateneo per i Musei Scientifici (C. A. M. S), è collocato all’interno del complesso di San Pietro e originariamente veniva utilizzato come orto-giardino dai monaci benedettini.

Orto Medievale (Foto di Alessia Ciccotti)

Nel 1896 venne trasformato in Orto botanico e nel 1996, in occasione del centenario dell’istituzione degli insegnamenti agrari a San Pietro, è stato trasformato in Orto medievale. La planimetria della struttura e la collocazione di alcune piante sono state realizzate sulla base di criteri religiosi e culturali, permettendo così di rievocare miti e concetti tipici dell’età medievale.

Il percorso di visita è strutturato in tre parti:

(1) La ricostruzione simbolica del Giardino dell’Eden.

Il Paradiso terrestre viene rappresentato attraverso due ellissi concentriche di aiuole (che simboleggiano l’Uovo, il divenire). Quella esterna ha come fuochi due alberi simbolici: l’Albero Cosmico (una Magnolia grandiflora L.), circondato da un cerchio non chiuso, che rappresenta la Vita, il mondo in embrione dal quale si sviluppa il macrocosmo, e l’Albero della Rivelazione (Fico ruminale), anche esso circondato da un cerchio, che invece rappresenta il punto dal quale si sprigiona la Morte spirituale, il Peccato, la Colpa.

Ellissi con al centro l’Albero della Luce e 12 aiuole che rappresentano i 12 segni zodiacali (Foto di Alessia Ciccotti)

L’ellisse più interna ha al suo centro l’Albero della Luce, un ulivo centenario (Olea europaea L.), che rappresenta Cristo risorto e la Nuova Vita. Si trova in un ottagono sopraelevato rispetto al resto del giardino, che rappresenta il Monte, cioè la vetta che l’uomo medievale si prefigge di conquistare. Dal Monte sgorgano quattro sorgenti che rappresentano i quattro elementi che hanno nutrito l’umanità: acqua, latte, miele e vino. Nell’ellisse interna si possono osservare le prime piante dell’orto, suddivise da siepi appena accennate, tipiche del giardino all’italiana: le aiuole che si formano sono dodici, come i segni zodiacali, e al loro interno si trovano esemplari di specie che hanno corrispondenza con il segno. Inoltre l’ellisse è circondata da quattro corsi d’acqua rappresentanti i quattro fiumi dell’Eden: il Pison, il Gihon, il Tigri e l’Eufrate.

(2) Il bosco sacro.

Bosco sacro (Foto di Alessia Ciccotti)

Il lucus, già in età romana, era luogo in cui si poteva sostare e meditare. I monaci ne ripresero il carattere sacro per rivivere lo stato eremitico primordiale.

Tra le piante che vi sono poste all’interno si ricordano: la palma (l’albero della perfezione), il cipresso (l’albero della vita spirituale e simbolo di fecondità), il leccio (l’albero della Croce), il corbezzolo (l’albero delle fragole, per la forma dei suoi frutti), il cedro (che ha avuto una fondamentale importanza economica per l’area mediterranea medio-orientale), la robinia (dalle coste orientali degli Stati Uniti), il vischio (pianta della fecondità), il biancospino (con spiccate proprietà medicinali), l’abete (l’albero sempreverde analogo al Sole), l’agrifoglio (che con gli spini salvaguardia dalle forze maligne), l’alloro (l’albero della gloria), il tiglio (l’albero del giudizio), il bosso (usato per finalità ornamentali e decorative), il salice (con il quale si costruiscono le ceste di vimini), la quercia (l’albero della fortezza), il ginko (the dell’eterna giovinezza) e il noce (albero nefasto dedicato alle divinità infernali).

(3) L’Hortus diviso in:

Hortus sanitatis: la porzione di terreno nei monasteri in cui venivano coltivate le piante medicinali sotto la cura del “monacus infirmarius” e Hortus holerorum: l’orto delle verdure e corrisponde all’appezzamento di terra impiegato per la coltivazione di alimenti da consumarsi freschi o secchi.

didascalia Hortus Sanitatis (Foto di Alessia Ciccotti)

didascalia Hortus Holerorum (Foto di Alessia Ciccotti)

 

 

 

 

 

 

 

Esso è una reinterpretazione del rapporto medievale Uomo-Natura, per cui l’orto si presenta come un Hortulus Symbolicus.

Vista dell’ Hortus (Foto di Alessia Ciccotti)

Di forte interesse nell’orto medievale sono anche:

La porta medievale (chiamata anche porta assisana): rappresentava il termine estremo della via regalis del rione di Porta S. Pietro. All’interno di questa si trova un bivio formato da un frassino, archetipo dell’Albero-Asse del Mondo: l’albero simboleggia sempre il mistero della verticalizzazione, della crescita verso il Cielo.

Chiostro delle stelle (Foto di www.umbrialibri.com)

Il Chiostro delle Stelle: chiamato così per la presenza agli angoli di otto forazze stellate. Fu progettato dall’architetto perugino Galeazzo Alessi

Chiostro Capitolare (Foto di Alessia Ciccotti

Il Chiostro Capitolare: venne costruito alla fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 dal gruppo dei Maestri settignanesi che lavorarono a S. Pietro per cinquanta anni. Nel 1534 il Chiostro fu dotato di un pozzo, che pesca nella cisterna sottostante.

Orario di apertura: lunedì-venerdì 8.00-17.00

Ingresso: libero

 

Alessia Ciccotti

Alessia Ciccotti

Written by: Alessia Ciccotti

Dottoressa magistrale in Scienze del Mare e del Paesaggio Naturale, con la passione per la divulgazione scientifica, la fotografia naturalistica, i viaggi e per l’insegnamento della scienza ai più piccoli.

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