Alessia Ciccotti

Alla scoperta di… Salvia officinalis L.

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Salvia officinalis L. appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, che comprende piante erbacee, lianose, arbustive e raramente arboree. A questa famiglia appartengono ben 236 generi e circa 7200 specie. La sottofamiglia più grande e più caratteristica è quella delle Nepetoideae (Dumort.) Lueress., che comprende circa 3400 specie in 105 generi, tra cui il genere Salvia L.

Salvia officinalis L. (Foto di Alessia Ciccotti)

Il genere Salvia L. comprende circa 1000 specie con una notevole diversità della morfologia fiorale, biologia di impollinazione e forme di crescita. Troviamo circa 500 specie in sud America, 250 in Asia Centrale e nel Mediterraneo e 90 in Asia Orientale. In Italia sono spontanee o naturalizzate 18 specie e S. officinalis è una di queste.

Centri di diversità per il genere Salvia L.
Il numero approssimativo di specie in ogni regione è elencato all’interno di ciascuna area (Walker et al., 2004)

Secondo uno studio condotto nel 2004 da Reales e altri studiosi, in Europa esistono ben 4 sottospecie di S. officinalis:

S. officinalis ssp. officinalis;

S. officinalis ssp. lavandulifolia;

S. officinalis ssp. gallica;

S. officinalis ssp. oxyodon.

Andiamo ora a vedere i caratteri morfologici di S. officinalis. Essa è una pianta perenne aromatica. Il fusto è legnoso alla base e ramificato. Le foglie hanno un picciolo di 19-15 mm e la lamina lanceolata, crenata sul bordo e, a volte, possono presentare alla base piccoli lobi sia sui rami vegetativi che fiorali.I fiori di colore viola, più raramente rosa o bianco, sono raccolti in un infiorescenza eretta, nota come racemo. Quando i racemi sono molto pressati si dice che i fiori sono disposti in verticillastri, una sorta di spirali dove i corti piccioli dei fiori sono inseriti nello stesso punto dello stelo dell’infiorescenza. I verticillastri di S. officinalis sono composti da 5-10 fiori con alla base una coppia di foglie bratteali (brattee). Le brattee sono organi simili alle foglie ed hanno funzione protettiva. Il frutto è schizicarpico con 4 mericarpi cubglobosi di colore scuro. La fioritura avviene in primavera-estate.

esemplare di S. officinalis (Foto di Alessia Ciccotti)

S. officinalis è presente in habitat come prati aridi submontani e zone a gariga di media e alta quota, dove si alternano vasti affioramenti di rocce calcaree e suoli relativamente giovani e sottili con matrice calcarea.

Distribuzione S. officinalis in Europa e nel bacino del Mediterraneo (tratto da www.bgbm.org)

In Europa è considerata endemica principalmente nelle zone mediterranee e nel centro Europa. In Italia è considerata aliena (non nativa di quel luogo, ma introdotta volontariamente o involontariamente dall’uomo) in Toscana, Marche, Molise, Sardegna e Sicilia.

Tappeto di S. officinalis M. delle Fate. (foto di Alessia Ciccotti)

Nel Lazio è presente sui Monti Lepini, Ausoni e Aurunci a quote che vanno da un minimo di circa 430 m s.l.m. ad un massimo di 1200 m s.l.m. In queste zone in alcuni casi questa specie è dominante e dà luogo a estesi tappeti di grande suggestione nel periodo di fioritura.

L’utilizzo di S. officinalis da parte dell’uomo è testimoniato in molte civiltà antiche come gli egiziani e i romani. Nel Medioevo era considerata un erba capace di guarire ogni male. Oggi, in tutti i paesi europei, S. officinalis è una delle spezie maggiormente usate in cucina come aromatizzante di carni, pesce, minestre e verdure. In Italia sono famosi i ravioli al burr0 e salvia e le foglie di salvia fritte.

Le proprietà aromatiche di varie specie di Salvia L. sono date dall’olio essenziale che ha una composizione chimica molto complessa. Esso è costituito da alfa e beta-tujone, canfora e 1,8-cineolo, responsabili del caratteristico aroma della pianta.

S. officinalis è classificata secondo la IUCN alla categoria LC (Least Concern). Anche a livello regionale nel Lazio, questa specie rientra nella stessa categoria, poichè le sue popolazioni sono numerose e stabili e le minacce ipotizzate in queste zone di presenza non risultano una reale preoccupazione.

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Written by: Alessia Ciccotti

Dottoressa magistrale in Scienze del Mare e del Paesaggio Naturale, con la passione per la divulgazione scientifica, la fotografia naturalistica, i viaggi e per l’insegnamento della scienza ai più piccoli.

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