Alessia Ciccotti

Il paese della preghiera

by Alessia Ciccotti on

Oggi il nostro viaggio alla scoperta del Centro Italia continua in Umbria, nel comune di Preci.

Vista del paese di Preci (Foto di www.paesionline.it)

Il nome dell’abitato di Preci venne rivelato, per la prima volta, in un documento risalente al 1232. Costituito da un piccolo insediamento, probabilmente assunse il nome “preces” – preghiera, poiché poco distante da un oratorio benedettino.

Il territorio di questo piccolo borgo, di origine medievale, si estende per 82,10 km2 su un complesso calcareo, nel limite sud-est del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Da una splendida posizione, a 596 m s.l.m., Preci estende il proprio territorio comunale prevalentemente sulla Valle Castoriana.

Valle Castoriana (Foto di www.comunanzaguaitasanteutizio.com)

La massima altitudine nel comune è raggiunta dalla cima del monte Cavolese (1493 m s.l.m.). La gran parte di questo territorio conserva habitat di particolare pregio, inseriti nella rete ecologica europea “Natura 2000”: l’ampia Zona di Protezione Speciale “Monti Sibillini”, con confini pressoché coincidenti con quelli del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, i Siti di Interesse Comunitario “Valle Campiano” e la “Valnerina”.

La bassa densità demografica (752 abitanti), è distribuita, oltre che nei centri “maggiori” di Preci e Borgo Garibaldi, in ben 12 frazioni e 4 località, dove sorgono splendide chiese ricchissime di opere d’arte.

Il 40% della superfice agricola, di 7.400 ha, è occupata da boschi: questi sono perlopiù di caducifoglie gestite a ceduo, prevalentemente di roverella o faggio. Altrettanta è la superficie occupata in prati e pascoli. La rimanente è quasi totalmente occupata da seminativi in rotazione, il tutto a disegnare un paesaggio agricolo – tradizionale di rara bellezza.

Importante a livello naturalistico sono gli ambienti umidi e acquatici di fondovalle, che si estendono lungo gli assi del fiume Nera e del torrente Campiano; ambienti che meritano una giusta attenzione conservativa, poiché in pericolo in quasi tutto l’appennino centrale-meridionale.

La morfologia aspra, è mitigata da una rigogliosa vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea, anche se alcune specie ora sono scomparse: come la canapa che era coltivata in piccoli appezzamenti detti “canapine”. In passato abbondavano anche le erbe medicinali, le cui proprietà curative furono note ai monaci orientali, che vissero in eremitaggio nella Valle, e successivamente ai Benedettini. Nei vari sentieri che attraversano la Valcastoriano, possiamo invece rinvenire tuttora, una straordinaria varietà di orchidee selvatiche.

Sentiero che attraversa la Valle Castoriana (Foto di www.comunanzaguaitasanteutizio.com)

Tra le specie animali non è raro incontrare caprioli, cinghiali, istrici, scoiattoli, lepri e numerose specie di uccelli. Presenti anche il cervo, il gatto selvatico, la lince, il lupo, l’aquila reale e il gufo reale.

L’abitato di Preci, sviluppatosi all’interno di una fortezza nel XIII secolo, anche se molto raccolto, è attraversato da stradine che, tortuosamente, si inerpicano e confluiscono nella piazza principale. Qui si erge la chiesa, la Pieve di Santa Maria, edificata nel XIII secolo dai monaci di Sant’Eutizio. Il portale principale del 1300, in stile gotico, è particolarmente sobrio. Sul lato sinistro, successivamente, venne aperto un interessante portale quattrocentesco e, la medesima parete, dove si notano vari stemmi e frammenti di iscrizioni, venne unita con un portico, ora scomparso, alla adiacente casa della Comunità, realizzando così il luogo per le prime riunioni del consiglio comunale.

Durante il Medioevo e in età moderna, il paese raggiunse notorietà grazie alla scuola di chirurgia specializzata nell’estrazione di calcoli renali. L’arte chirurgica preciana si sviluppò a partire dal 1200 nel Castello di Preci, nelle sue frazioni e nella vicina Norcia, per quattro secoli, raggiungendo notevole fama. Ancora oggi è possibile vedere i ferri della Scuola Chirurgica, presumibilmente appartenenti alla suddetta scuola, presso l’Abbazia di Sant’Eutizio e presso la Sede Municipale.

Preci, comune di preghiera, è noto principalmente per L’Abbazia di Sant’Eutizio.

Abbazia di Sant’Eutizio (Foto di www.hotelfelycita.com)

Essa ha origini antichissime. Per diversi secoli fu il centro ispiratore di tutte le attività della valle. L’Abbazia sorse e si sviluppò sul luogo dove nel V secolo, Santo Spes, con un gruppo di altri eremiti sparsi nella zona, avevano eretto un oratorio dedicato alla Vergine. Alla morte di S. Spes, S. Eutizio per le sue grandi virtù, divenne la guida spirituale del cernobio. La comunità ebbe un notevole impulso e, in questo periodo, venne eretto il primitivo monastero e la chiesa nella quale alla sua morte vennero deposte le sue spoglie.

Il complesso dell’abbazia si affaccia su due cortili. Il primo, più ampio, nel quale domina la chiesa è meravigliosamente ingentilito da due splendide bifore trecentesche. Nel secondo cortile, ad ornamento di una fontana, è stata posta una transenna in pietra, scolpita a losanghe, riferibile all’VIII secolo e appartenente alla antica chiesa dedicata alla Vergine.

Molto suggestive sono le grotte dove si ritirarono S. Eutizio e S. Fiorenzo, scavate nello sperone roccioso che sovrasta, a picco, l’abbazia e, sulla cui sommità, venne poi eretto il campanile.

grotte di ritiro dei Santi Eutizio e Fiorenzo (Foto di www.iluoghidelsilenzio.it)

Come Norcia e Castelluccio, Preci, soggetta da sempre ad eventi sismici, è stata colpita dal forte sciame sismico, che, tuttora, sta interessando la zona del Centro Italia. La forte scossa del 30 ottobre 2016 ha fortemente danneggiato l’Abbazia di Sant’Eutizio, e tutto il comune di Preci.

Alessia Ciccotti

Alessia Ciccotti

Written by: Alessia Ciccotti

Dottoressa magistrale in Scienze del Mare e del Paesaggio Naturale, con la passione per la divulgazione scientifica, la fotografia naturalistica, i viaggi e per l’insegnamento della scienza ai più piccoli.

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