[Aggiornato] Il Parco Centrale del Lago

by Ivan Berdini on

Aggiornamento: in data 8 maggio 2017 il Giardino delle Cascate è stato riaperto al pubblico, quindi l’articolo è stato aggiornato di conseguenza ed è stata aggiunta un’ulteriore galleria fotografica.

Il Parco Centrale del Lago è un’area verde di Roma che di solito è fuori dai tradizionali itinerari turistici, ma che in realtà è molto intessante. Si trova all’interno di un quartiere chiamato ufficialmente Europa, ma noto a tutti i romani come EUR, che ha una storia abbastanza movimentata.

La storia del parco

Fu infatti inizialmente progettato negli anni ’30 per ospitare l’esposizione universale del 1942 (EUR infatti sta per Esposizione Universale Romana), ma a causa della seconda guerra mondiale i lavori furono fermati nei primi anni ’40. L’area restò incompiuta fino agli anni ’50, quando fu ripresa in vista delle olimpiadi di Roma del 1960, fino a diventare oggi il polo affaristico principale della Capitale. Insieme alla Città Universitaria, il quartiere Europa è probabilmente l’esempio più spettacolare del Razionalismo Italiano, uno stile architettonico che si sviluppò negli anni ’20 e ’30 del XX secolo e che caratterizza un po’ tutte le opere urbanistiche costruite durante il ventennio fascista.

Gli edifici costruiti per l’esposizione in una foto aerea del 1953. A destra si intravede il bacino che costituirà il lago (Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=1229374)

Proprio al suo interno si trova il Parco Centrale del Lago, che copre un’area di circa 160.000 metri quadrati, dei quali circa la metà sono occupati da un grande lago artificiale di forma allungata (noto ai romani come laghetto), la cui profondità varia da due a quattro metri. Al centro è attraversato da due grandi ponti su cui scorrono le carreggiate della via Cristoforo Colombo, che collega il centro di Roma con il quartiere di Ostia, situato sul litorale. Parco e quartiere sono serviti da due fermante della linea B della metropolitana, EUR Palasport e EUR Fermi, quindi è molto facile da raggiungere dal centro città.

Sul lato occidentale si staglia il Palazzo dell’ENI, che coi sui 85 metri di altezza è stato l’edificio laico più alto di Roma dal 1962 (l’anno del suo completamento) fino al 2012. Propro nel punto in cui le due carreggiate della Cristoforo Colombo divergono è stato costruito un acquario che si sviluppa sotto il parco e in parte sotto il lago. Sarebbe dovuto essere aperto nel 2012, ma a causa di problemi giudiziari è ancora chiuso nonostante il suo completamento. Sul lato opposto si trova il Palazzo dello Sport (noto anche come Palalottomatica o Palasport) che fu progettato dal famoso ingegnere Pier Luigi Nervi e costruito per le olimpiadi del 1960. Il profondo legame del quartiere con lo sport è testimoniato anche dalla presenza di una grande piscina (costruita anch’essa per le olimpiadi del 1960), con annesso centro sportivo, cui fa capo anche un club di canoisti che svolge le sue attività nelle acque del lago.

Flora e fauna del parco

Da un punto di vista paesaggistico il parco è spettacolare, oltre al lago prensenta prati molto estesi, grandi alberi e piante da fiore. In questi giorni in particolare si svolge la fioritura dei sakura (Prunus serrulata), i ciliegi ornamentali giapponesi, donati proprio dal governo giapponese nel 1959. Durante la loro fioritura si usa fare l’hanami, di cui abbiamo già parlato poco tempo fa.

I fiori costituiscono un’importate fonte di cibo per molti insetti come le api, che infatti in primavera affollano gli alberi e svolgono il loro lavoro di impollinatori. Come tutti i corpi d’acqua, anche questo lago ospita una fauna specifica, formata principalmente da pesci, uccelli e insetti. Nelle sue acque possono essere trovati pesci gatto, carpe (che possono diventare anche molto grandi) e quache altra specie ittica, purtroppo non ho trovato nessun censimento ufficiale. Sulla superficie dell’acqua invece non è raro incontrare papere domestiche, germani reali (Anas platyrinchos) e raramente altri uccelli acquatici, come per esempio i cormorani (Phalacrocorax carbo) o i gabbiani. Nei giardini è anche facile incontrare i passeri domestici (Passer domesticus), le cornacchie grigie (Corvus cornix) e gli onnipresenti piccioni (Columba livia).

Sfortunatamente non mancano le specie aliene, infatti si avvistano spesso pappagalli tra gli alberi o tartarughe d’acqua americane del genere Trachemys, che vengono liberate da persone poco attente alla salvaguardia dell’ecosistema.

I problemi degli ultimi anni

Purtroppo però la storia del quartiere Europa continua a essere travagliata e ne soffre anche il parco del lago, che come tutte le periferie romane è affetto da un evidente degrado provocato da una totale assenza di manutenzione. Il parco è rimasto spezzato in due parti per anni dalla presenza, a nord, del cantiere per la costruzione dell’acquario (che nel 2017 risulta ancora chiuso nonostante siano anche stati ultimati i lavori di ripristino dell’area verde) e a sud dalla presenza del Giardino delle Cascate, un fiume artificiale con annessi getti d’acqua e cascate, che è stato in abbandono per molti anni. Tale giardino è costituito da 3 fiumi artificiali paralleli, tutti con giochi d’acqua, e attraversati da ponti (foto subito sotto). Quello centrale ha due cascate sulla sommità, che si gettano in un piccolo specchio d’acqua. Tra i getti delle fontane sono piantate delle rose bianche a cespuglio, che durante la fioritura danno una bella nota di colore a tutto il giardino. È rimasto chiuso per molti anni ed è finalmente stato riaperto al pubblico l’8 maggio 2017 dopo un lungo restauro.

La chiusura prolungata di tale infrastruttura ha provocato un problema al lago, dato che l’assenza dell’afflusso d’acqua della cascata non ha permesso una buona ossigenazione dell’acqua (le cascatelle sparse per il bordo infatti bastano appena per lo scopo) ed è capitato che si verificassero fioriture algali maleodoranti, come è successo per esempio nella prima metà di marzo del 2017.

Inoltre in giro si possono vedere segni di scarsa manutenzione un po’ ovunque, come pachine crollate, asfalto dei vialetti scrostato e sporcizia. Le cause sono da ricercare nei problemi ormai cronici del comune di Roma e in una lunga serie di guai giudiziari.

Questa situazione è molto spiacevole, perché non permette di valorizzare l’area come meriterebbe, rendendondola una meta turistica. Il quartiere infatti, coi suoi grattacieli che si affacciano sul lago, rappresenta un’anima moderna inedita della città di Roma, della quale pochissimi sono a conoscenza anche tra i residenti.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.

2 Comments

dmitri

Sono a Isola Sacra (se sei a Roma immagino che tu la conosca) e i canali della bonifica sono ormai pieni di tartarughe e di rane sempre meno.

Reply
Ivan Berdini

Sì, conosco l’Isola Sacra. Purtroppo le tartarughe aliene del genere Trachemys (sono inconfondibili) vengono liberate da chi le ha in acquario, pensando di fare un favore all’animale. Peccato che sia devastante per l’ecosistema. Gli anfibi già sono molto sensibili all’inquinamento, le tartarughe potrebbero mangiarne i girini dato che sono carnivore. Bisognerebbe catturarle e portarle in qualche posto dove non possano fare danni. Per fortuna almeno sembra abbiano difficoltà a riprodursi qui da noi, quindi la loro espansione si fermerebbe se la gente non ne gettasse di nuove negli stagni.

Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *