Alessia Ciccotti

I 5 Criteri IUCN per l’assegnazione di una specie ad una categoria di minaccia

by Alessia Ciccotti on

Oggi cercheremo di spiegare i criteri redatti dalla IUCN, usati per assegnare le specie ad una delle tre categorie di minaccia per stilare la Red List IUCN (il più completo inventario del rischio di estinzione delle specie a livello globale).

foto di www.solertium.com

 

L’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha classificato le specie a rischio tramite 11 categorie accettate ormai a tutti i livelli internazionali (www.iucn.it):

Schema per la valutazione del rischio di estinzione (www.iucn.it).

Potete approfondire la red list e le categorie in questo articolo. Per assegnare una specie ad una categoria di minaccia della Red List, la IUCN ha sviluppato 5 criteri:

A: Popolazione in declino

B: Distribuzione ristretta in declino

C: Piccola popolazione in declino

D: Distribuzione molto ristretta o popolazione molto piccola

E: Analisi quantitativa del rischio di estinzione

Il vantaggio di questo sistema è quello di offrire un metodo stabile nel tempo, con il quale si possono utilizzare tutte le informazioni disponibili.

Di seguito viene riportata una tabella di sintesi delle linee guida per l’applicazione dei 5 criteri IUCN.

Schema di applicazione dei 5 criteri IUCN per l’assegnazione delle categorie di rischio (CR, EN, VU) (IUCN, 2001).

Il criterio A si basa sulla velocità di declino della popolazione della specie considerata, indipendentemente dalla sua consistenza numerica iniziale.

Per l’applicazione del Criterio B, che si basa sulle dimensioni dell’areale geografico di distribuzione della specie, c’è bisogno di calcolare: L’areale (Extent of occurrence, EOO) e La superficie occupata (Area of occupancy, AOO).

Extent of occurence (EOO), superficie compresa nel più breve confine, immaginario e continuo, che circoscrive tutti i siti in cui la presenza del taxon è nota, supposta o prevista.

– Area of occupancy (AOO) è la porzione dell’areale (EOO) occupata con successo da un taxon. Può essere ottenuta andando a sommare l’area dei quadrati della griglia occupati.

due esempi di distribuzioni con la distinzione tra extent of occurrence (EOO) e area of occupancy (AOO).

Per l’applicazione dei criteri C,concettualmente simile a B (la differenza è che si applica a popolazioni numericamente ristrette, disperse in frammenti tra loro isolati e con una evidente riduzione o drammatica fluttuazione numerica della popolazione), e D, che si applica esclusivamente alle specie con popolazione o areale di distribuzione estremamente esigui, è importante sottolineare cosa indichi secondo la IUCN il concetto di numero di individui maturi. Esso rappresenta l’ammontare degli individui che si conosce, si stima o si ipotizza siano in grado di riprodursi.

Il criterio E si basa sulle analisi quantitative delle probabilità di estinzione. È considerata quantitativa qualsiasi analisi che, in base alle conoscenze riguardo le caratteristiche biologiche, le necessità ecologiche, minacce in atto o i modelli di gestione attuati, è in grado di produrre una stima delle probabilità di estinzione di un taxon (es. Population Viability Analysis, PVA).

Un taxon dovrebbe essere valutato con tutti i criteri che è possibile applicare in base ai dati a disposizione; nonostante ciò, per assegnarlo ad una data categoria di rischio, è sufficiente che risponda ai requisiti previsti da uno solo dei criteri.

Ecco quindi spiegati i criteri redatti dalla IUCN, che a volte troverete sintetizzati in diversi articoli, per giustificare l’assegnazione di una determinata specie ad una particolare categoria di minaccia.

Alessia Ciccotti

Alessia Ciccotti

Written by: Alessia Ciccotti

Dottoressa magistrale in Scienze del Mare e del Paesaggio Naturale, con la passione per la divulgazione scientifica, la fotografia naturalistica, i viaggi e per l’insegnamento della scienza ai più piccoli.

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