Alessia Ciccotti

Il minuscolo abitante del Lago di Pilato

by Alessia Ciccotti on

Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che occupa circa 70.000 ettari di terreno compresi fra Marche e Umbria, nel gruppo montuoso del Vettore (2.467 m), si apre una valle glaciale sul cui fondo si raccolgono le acque di scioglimento delle nevi, formando un piccolo lago: il Lago di Pilato.

L’attenzione che questo lago merita, riguarda, principalmente, la presenza di un minuscolo abitante: un endemico crostaceo branchiopode, scoperto nel 1954 da Vittorio Marchesoni, direttore dell’Istituto di Botanica dell’Università di Camerino. Vennero successivamente effettuati ulteriori campionamenti da Ruffo e Vesentini (1957), i quali stabilirono che si trattava di una nuova specie. La nuova entità venne pertanto dedicata a Vittorio Marchesoni, denominandola Chirocephalus marchesonii.

Foto di www.stefanoproperzi.it

Questo crostaceo si distingue dagli altri branchiopodi viventi per il suo corpo allungato, approssimativamente cilindrico, e per l’assenza del carapace. Il corpo, che presenta una metameria ben evidente, è distinto in tre regioni: un capo, un torace provvisto di undici paia di appendici natatorie, aventi anche funzione respiratoria, ed un addome che, nella parte iniziale, ospita gli organi riproduttivi: un sacco ovigero nella femmina e una coppia di peni pari nel maschio.

Sono organismi plantonici, di dimensioni tra i 9 – 12 mm, che si spostano grazie ai battiti metacronali delle appendici toraciche. La loro posizione durante il nuoto è caratteristica, hanno infatti la superficie ventrale del corpo rivolta verso l’alto, questo sembra derivare da un fototropismo positivo.

Foto di www.stefanoproperzi.it

Questo piccolo artropode, di colore rosso corallo, vive solamente nelle acque del lago di Pilato, alimentato esclusivamente dalle acque di scioglimento delle nevi e dalle piogge. La forma tipica in estate è a “occhiali”: due piccoli specchi d’acqua uniti da uno stretto braccio.

Lago di Pilato (Foto di www.norcia.net)

Ma, se la quantità di neve o di pioggia è meno abbondante, il lago si frammenta nelle due parti che vanno restringendosi nei periodi di maggior siccità.

Lago di pilato durante i periodi più secchi (Foto di www.ilponticello.net)

Qualche decennio fa, quando il lago è arrivato a prosciugarsi, si è temuto per la sopravvivenza del suo piccolo abitante. Ma questo crostaceo è fortemente adattato ad ambienti soggetti a forti stress stagionali. Infatti Chirocephalus marchesonii depone le uova, di forma sferica, sul fondo lungo i bordi del lago, dentro cisti all’interno delle quali l’embrione, il cui sviluppo è arrestato allo stadio di gastrula, è isolato da una parete protettiva che gli consente di conservare la vitalità fino a che non si ricreano le condizioni idonee alla schiusa.

Anche se questo piccolo crostaceo è stato in grado di adattarsi in un ambiente così impervio, dove ghiaccio e siccità non sembrano recargli grossi problemi, è giusto proteggerlo, perché potremmo involontariamente essere noi la causa della sua scomparsa, perturbando il sedimento nel quale le cisti prodotte, che si mantengono vitali per diversi anni, si sono andate stratificando.

Il rischio più serio che mette in pericolo la specie resta il cambiamento climatico in atto. Ecosistemi appenninici di alta quota, come il Lago di Pilato, sono caratterizzati da particolari condizioni climatiche che li rendono particolarmente vulnerabili nei confronti delle alte temperature. In questo senso, può essere considerato un areale relitto che, per le sue particolari condizioni orografiche e climatiche, costituisce un vero e proprio habitat “rifugio”, che ha garantito, e garantisce tuttora, le necessarie condizioni ambientali per tutte le specie che lo popolano (tra cui appunto Chirocephalus marchesonii, specie stenoterma) le quali, nel giro di poche decine di anni potrebbero estinguersi.

 

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Written by: Alessia Ciccotti

Dottoressa magistrale in Scienze del Mare e del Paesaggio Naturale, con la passione per la divulgazione scientifica, la fotografia naturalistica, i viaggi e per l’insegnamento della scienza ai più piccoli.

2 Comments

Alessia Ciccotti

Grazie mille per l indicazione…sono alla prime armi ed ogni “critica” serve a crescere e migliorare. Cercherò di fare più attenzione alla cosa nei prossimi articoli.

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