Alessia Ciccotti

Chi sono quei pappagalli che hanno invaso la nostra città?

by Alessia Ciccotti on

Spesso, passeggiando nei parchi di Roma, ci imbattiamo in piccoli stormi di pappagalli, e quasi non ci sembra vero. Abituati a considerarli animali da compagnia, ci fa uno strano effetto vederli lì, liberi. Sono ormai diventati un tale spettacolo, che molte persone danno loro gustosi bocconcini di cibo.

Foto scattata da Alessia Ciccotti a Villa Torlonia, Roma

Ma entriamo nel dettaglio. I pappagalli, che ormai abitano le nostre città, appartengono alla specie Psittacula krameri (Parrocchetto dal collare), della famiglia Psittaculidi. Nativi di ambienti tropicali, sono presenti dall’Africa occidentale, in tutta l’India, fino a sud della catena dell’Himalaya. Originariamente occupavano aree semi-desertiche o boscose, oggi si sono fortemente adattati agli habitat modificati dall’uomo. Sono considerati nocivi per i raccolti di caffè, cereali e per gli orti, in quanto la loro dieta, in natura, predilige semi, frutta e fiori.

I parrocchetti dal collare sono una specie molto adattabile e, al di fuori della stagione riproduttiva, formano stormi che arrivano a contare anche migliaia di pappagalli. Di colore generalmente verde, arrivano a pesare fino a 140 g con una lunghezza media di 40 cm. Presentano un evidente dimorfismo sessuale, in quanto il maschio ha un collarino rosa soffuso di viola sulla nuca e una banda nera dal becco al collo, mentre la femmina ha una colorazione più pallida, è priva di collare rosa e banda nera e ha le timoniere centrali più corte.

Foto di Inx.ornieuropa.com

Durante la stagione dell’accoppiamento (per le popolazioni italiane tra maggio e agosto) si dividono in cerca di cavità in cui nidificare. La maggior parte delle specie di pappagalli scelgono un unico compagno per la vita, ma non è il caso dei parrocchetti dal collare. In media una covata si compone di 2-6 uova, che vengono accudite per circa 24 giorni. I giovani pappagalli mettono le prime piume a circa sei settimane di vita.

La loro caratteristica più nota è quella di essere buone sentinelle: non appena captano un pericolo, lo comunicano allo stormo con forti richiami.

I loro unici predatori naturali sono Accipiter nisus (Sparviero Euroasiatico) e Accipiter gentilis (Astore). A livello conservazionistico la specie è classificata come LC (Minor Preoccupazione) nella Lista Rossa della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), poiché popolano un’area estremamente ampia e il trend della popolazione è in aumento (sebbene la popolazione globale non sia stata quantificata).

Ecco quindi che ora quei simpatici pappagallini che svolazzano per la città hanno un nome e una storia ben precisi.

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Alessia Ciccotti

Written by: Alessia Ciccotti

Dottoressa magistrale in Scienze del Mare e del Paesaggio Naturale, con la passione per la divulgazione scientifica, la fotografia naturalistica, i viaggi e per l’insegnamento della scienza ai più piccoli.

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