Alessia Ciccotti

La città di San Benedetto

by Alessia Ciccotti on

Oggi il nostro viaggio verso la scoperta del Centro Italia ci porta ancora in Umbria, precisamente a Norcia.

panoramica della piazza di San Benedetto di Norcia (Foto di www.norcia.net)

Anticamente chiamata Nursia, questa deliziosa cittadina, è inserita nel comprensorio del Parco Nazionale dei Monti Sibellini, in Valnerina, sul margine meridionale del grandioso Piano di Santa Scolastica a poco più di 600 m s.l.m.

Le attività tradizionali, legate alla lavorazione della carne di maiale e della raccolta del tartufo nero, unite alla bellezza paesaggistica del comprensorio montano, ne fanno una meta ambita sia da turisti nazionali che internazionali.

In Valnerina sono presenti tre diverse specie di tartufo: il Tartufo Nero Pregiato di Norcia (Tuber melanosporum vittadini) che si raccoglie dal 1 dicembre al 31 marzo; il Tartufo estivo (Tuber aestivum) anche conosciuto come scorzone, che si trova da dal 1 giugno al 31 agosto; ed infine il Tartufo Nero Invernale (Tuber uncinatum) che si raccoglie dal 1 ottobre al 31 novembre.

Tuber melanosporum vittadini (Foto di www.angelozzi.it)

La presenza dell’uomo in queste terre è testimoniata da moltissimi reperti archeologici risalenti al paleolitico medio.

reperto archeologico (foto di www.norcia.net)

La fondazione della città di Norcia (da Northia, divinità etrusca propiziatrice di fortuna) risale probabilmente al V secolo a.C. per opera dei Sabini.

Nel 480 d.C. la cittadina diede i natali ai Santi gemelli Benedetto, patrono d’Europa e patriarca del monachesimo occidentale, e Scolastica.

Città di Norcia vista dall’alto (Foto di www.norcia.net)

Il fulcro artistico-monumentale della città, raccolta all’interno di mura di cinta con una caratteristica forma a cuore, ruota intorno alla piazza centrale dove troviamo gli edifici simbolo della identità nursina:

  • – La Basilica di San Benedetto, costruita nel XII secolo sui resti, secondo la tradizione, dalla casa natale del santo. Più probabile è che in quel luogo sorgesse una basilica di epoca romana andata distrutta. La Basilica attuale si presenta con la sua splendida facciata gotica, il rosone e i fregi dei 4 evangelisti, che sovrastano il portale abbellito da fasci di colonne e dal gruppo scultoreo rappresentante: la Madonna con il Bambino tra due angeli, con ai lati le statue dei santi Benedetto e Scolastica.
  • – Il Portico delle Misure dove sono visibili le misure di capacità in pietra, simbolo di un mercato di cereali al coperto, edificato nel 1570.
  • – La Castellina, fortezza dove risiedevano la prefettura e i governatori pontifici. Fu edificata nel 1554, per volontà del Pontefice Giulio III, per garantire allo Stato della Chiesa un maggiore controllo sul Comune di Norcia. Restaurata nel XVIII in seguito a numerosi terremoti, divenne sede degli uffici pubblici del Comune. Oggi è la sede del Museo Civico Diocesano.
  • – Il palazzo Comunale, con Loggia, Scalinata e Torre Campanaria. Risalente al XIV secolo, è stato ampiamente ristrutturato nel XIX secolo, a causa di danneggiamenti provocati da eventi sismici.
  • – Il monumento di San Benedetto di Norcia, di Francesco Prinzi, eseguito in occasione del XIV centenario della nascita del Santo.
  • – Leggermente defilata abbiamo la Cattedrale di Santa Maria Argentea, edificata tra il 1560 e il 1574, in sostituzione di una pieve altomedievale, demolita per far posto alla rocca della Castellina. Secondo la tradizione, l’antico edificio era stato eretto su un precedente tempio pagano consacrato nel III secolo da San Feliciano, vescovo di Foligno, con il nome di basilica Argentea. La semplice facciata, con tetto a capanna, è decorata da un elegante portale sormontato da un timpano e fornito di battenti datati 1576. Il robusto campanile a pianta quadrata risale al 1869.

Altro elemento architettonico importante della storia di questa cittadina è il Tempietto, opera del 1354 di Vanni della Tuccia, chiamato nel medioevo Maina. Un’edicola in pietra, severamente classicheggiante nella struttura a cui si contrappone un’anticlassica decorazione scultorea, costituita da motivi zoomorfi, fitomorfi, antropomorfi, geometrici, simbolici ed esoterici, che ricordano lo stile di oreficeria longobarda.

La bellezza e l’ordine della città si specchiano nel territorio circostante, dove oggi strade, che un tempo collegavano campi fortificati, offrono divertenti occasioni per passeggiate di scoperta e di relax in pianura e in montagna.

Una delle strade che offrono rilassanti passeggiate fuori le mura di Norcia (Foto di Alessia Ciccotti)

Possiamo da Norcia giungere alla Forca di Ancarano o sull’altopiano di Castelluccio, che, per la sua struggente bellezza, fu equiparato al Tibet dal grande etnografo Fosco Maraini.

A livello naturalistico incontriamo due realtà paesaggistiche diverse ma contigue:

  • – la Valnerina, ovvero il comprensorio della stretta valle fluviale scavata dal fiume Nera e dai suoi affluenti, con le sue pendici montane scoscese ricoperte di vegetazione a foglia caduca;
  • – i Monti Sibillini, la zona montuosa di origine tettonica, caratterizzata da vette in grado di raggiungere e superare i 2000 metri di altezza. I pendii erbosi o ricoperti da faggete, arrotondati dall’azione glaciale ed eolica, si aprono in vasti altopiani carsici, sfruttati per il pascolo di bovini e di greggi. Le specie floreali montane che possiamo rinvenire in questi luoghi sono moltissime, tra le quali ricordiamo: l’artemisia, l’anemone, la genziana e il giglio martagone.

Foto di www.clubaquilerampanti.it

 

I boschi che circondano la valle sono popolati dal capriolo, dal gatto selvatico e dal cinghiale. Nelle faggete di alta montagna sono segnalati alcuni piccoli branchi di lupo appenninico.

Rara, ma presente, è l’aquila reale, mentre sono frequenti le specie del falco pellegrino, del picchio rosso e del picchio muraiolo.

Il patrimonio artistico della cittadina nursina è da sempre soggetta ad eventi sismici, spesso catastrofici, che nel corso dei secoli hanno inferto ferite gravissime, distruggendo monumenti importanti e tracce di un passato remoto che risale all’epoca pre-romana. Ultima, di magnitudo 6,5, il 30 ottobre 2016, alle 7.14 del mattino. Purtroppo questo evento sismico ha portato la perdita della Basilica di San Benedetto, per la caduta del suo campanile settecentesco. Si sta cercando di limitare il più possibile danni alla facciata, unica parte rimasta in piedi. Sono crollate anche: la Concattedrale di Santa Maria Argentea, le chiese di Santa Rita e San Francesco, il Santuario della Madonna Addolorata con il suo campanile, la chiesa di Sant’Agostino e porzioni delle mura e dei torrioni medievali. È stato danneggiato anche il Palazzo Comunale e la Castellina.

Ma il terremoto, oltre a distruggere gli edifici costruiti dall’uomo, ha alterato la topografia e l’idrografia del territorio, modificando il paesaggio con la ricomparsa,dopo più di trent’anni, del torrente Torbidone.

Alessia Ciccotti

 

Alessia Ciccotti

Written by: Alessia Ciccotti

Dottoressa magistrale in Scienze del Mare e del Paesaggio Naturale, con la passione per la divulgazione scientifica, la fotografia naturalistica, i viaggi e per l’insegnamento della scienza ai più piccoli.

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