Aspettando l’ennesimo asteroide… 16 febbraio 2017

by Ivan Berdini on

Sapevate che ieri un asteroide avrebbe dovuto colpire la Terra e provocare immani catastrofi? Se non è la centesima volta che una simile profezia viene diffusa, poco ci manca. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di vederci chiaro.

Ricostruzione artistica dell’asteroide WF9 (By NASA/JPL-Caltech – Catalog page · Full-res (JPEG · TIFF), Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54599897)

Tutto è iniziato lo scorso 26 gennaio, quando LiberoQuotidiano ha pubblicato questo articolo rigurdo un asteroide, il 2016 WF9, che il 25 febbraio passerà a 51 milioni di chilometri dalla Terra. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se lo stesso articolo non contenesse anche quella che è sostanzialmente una bufala. Cito testualmente:

L’astronomo Dyomin Damir Zakharovich, catastrofista, ripreso dal Daily Mail ha però diffuso la notizia che la massa impatterà con la Terra il prossimo 16 febbraio e avrà un effetto devastante sulla Terra.

Il primo problema è il Daily Mail, un tabloid britannico noto per la sua decisamente scarsa attendibilità, quindi ritengo che il giornalista di Libero abbia commesso un errore a dargli credito. Inoltre questo Dyomin Damir Zakharovich non esiste come astronomo in nessun ambito accademico, non c’è nemmeno un articolo che scientifico che parli di lui o che lo citi e nessuna accademia russa ne sa nulla. Il nome di Zakharovich si trova solo su siti legati al mondo cospirazionista, dove sostiene la teoria di “Nibiru”, un misterioso grande pianeta (a volte indicato come “pianeta X) che periodicamente attraversa il Sistema Solare provocando disastri con la sua forte gravità. E’ superfluo dire che non esiste alcun Nibiru, vero? Se esistesse le orbite dei pianeti mostrerebbero numerosa anomalie per via dei suoi passaggi periodici, ma così non è. La cosa più ridicola è che questo Nibiru sarebbe dovuto arrivare nel 2012 ma non si è fatto vedere. Si sarà preso 5 anni di ferie per poi arrivare nel 2017?

Ovviamente secondo Zakharovich e colleghi, la NASA mentirebbe di proposito per nascondere il fatto alla popolazione ed evitare il panico. E perché mai dovrebbe farlo? Tanto sarebbe del tutto impossibile evitare un impatto, quindi sarebbe del tutto inutile nascondere la cosa per prevenire il panico nella popolazione, che anzi potrebbe anche non crederci affatto. In fondo la gente è imprevedibile.

Meteor Crater, Arizona (USA). (By USGS/D. Roddy – http://www.lpi.usra.edu/publications/slidesets/craters/slide_10.html / http://www.lpi.usra.edu/publications/slidesets/craters/images/10_METEOR_AERIAL.TIF, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38236781)

In realtà il 2016 WF9 esiste davvero ed è un asteroide NEO di recente scoperta, il cui diametro è stato stimato intorno al chilometro. NEO sta per near-Earth object, ossia fa parte di quegli asteroidi che nel corso della loro orbita si avvicinano alla Terra e che teoricamente potrebbero colpirla. Per questo infatti sono costantemente sotto controllo da parte delle agenzie spaziali di tutto il mondo, anche se la probabilità che un asteroide ci cada addosso è decisamente remota: morire di malattia o per un incidente d’auto è milioni di volte più probabile. Naturalmente in passato è già accaduto che degli asteroidi colpissero al Terra e ci sono numerosi crateri a dimostrarlo, per esempio il famoso Meteor Crater che si trova in Arizona (USA). Oppure potrei citare le meteore cadute un Russia nel 2013 e nel 2016, che sono eplose in atmosfera provocando la rottura delle finestre in un area piuttosto vasta. Ma la probabilità resta comunque infinitesimale.

Come già accennato, il 2016 WF9 passerà il 25 febbraio a 51 milioni di chilometri dalla Terra. Per renderci conto di quanto sia lontano consideriamo i seguenti dati:

  • La distanza media tra la Terra e il Sole è di 150 milioni di chilometri, ciò significa che l’asteroide passerà a un terzo di quella distanza.
  • La Luna dista da noi mediamente 384.000 chilometri, cioè migliaia di volte più vicina dell’asteroide.
  • Il pianeta Venere, nel punto di minima distanza con la Terra, si trova a 40 milioni di chilometri dalla Terra, quindi circa 10 milioni più vicina del 2016 WF9.

Dato che oggi è il 17 febbraio, mi sembra piuttosto evidente che il mondo non sia finito e che ieri non sia precipitato alcunché. Perché credo che un asteroide non sarebbe decisamente passato inosservato.

Per approfondire la questione Nibiru e per avere qualche informazione in più su Dyomin Damir Zakharovich rimando a questo articolo di Query, la rivista ufficiale del CICAP.

 

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *