Alessia Ciccotti

Il “CUORE” d’Abruzzo

by Alessia Ciccotti on

Oggi siamo diretti a Scanno, uno dei borghi più belli d’Italia per i suoi edifici storici, per l’atmosfera che si respira nei suoi vicoli e soprattutto per la presenza del vicino lago, che è la destinazione del nostro viaggio.

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Situato a 930 m s.l.m., il Lago di Scanno occupa la porzione sud-occidentale della Valle del Sagittario, ed è il lago naturale più grande d’Abruzzo (il primato in assoluto appartiene al lago di Campotosto, che però è artificiale). Appartiene per tre quarti al comune di Villalago e per un quarto a quello di Scanno.

La strada che ci conduce al lago è a dir poco mozzafiato, una potenza della natura dirompente. Passa infatti all’interno delle spettacolari gole del Sagittario, strette, profonde e impressionanti, ma ora non abbiamo tempo di fermarci. Visiteremo le gole nel nostro prossimo viaggio!

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Continuiamo la strada, ancora incuriositi dal paesaggio che ci circonda, e finalmente arriviamo a destinazione: il lago di Scanno.

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Con una profondità massima di 36 metri, fu generato da una frana sismoindotta del Monte Genzana (Monte Rava), attribuito al tremendo terremoto dell’anno 217 a. C. (descritto dallo storico romano Tito Livio), che ostruì il corso del fiume Tasso costituendo una diga naturale. Grazie agli studi condotti dal Prof. Riccardi (1897-1981), uno dei maggiori geografi italiani del ‘900 dell’Università “La Sapienza” di Roma, l’evento è stato definitivamente collocato nel periodo postglaciale-miocenico.

Tante sono le legende che si narrano sull’origine di questo lago: uno scontro fra maghi; un’ondina prigioniera di un drago; oppure la storia di Carlo Magno e dei suoi paladini contro le pietre infuocate di Madama Angiolina (raccolte in ITALIA GUALTIERI – DIANA CIANCHETTA, Leggende del Lago di Scanno, Sulmona, NaTourArte, 2007).

L’immissario principale è il fiume Tasso, con una portata media di 350 litri per secondo, ma esistono anche alcuni corsi d’acqua minori che scorrono occasionalmente in determinate stagioni. Sono invece completamente assenti emissari superficiali, la stabilità del livello delle acque è quindi dovuta alla presenza di emissari sommersi, essendo minima l’evaporazione per l’andamento del regime climatico nel corso delle stagioni. Questi torrenti sotterranei, presenti per via dell’ambiente carsico in cui il lago dimora, danno vita al fiume Sagittario che scorre nelle omonime gole. Il lago infatti si trova tra due grossi massicci calcarei: alla sinistra idrografica (cioè rispetto al senso di scorrimento del fiume) si ha il complesso di Montagna Grande (calcari in facies di piattaforma), mentre a destra il gruppo del monte Genzana – monte Greco, caratterizzato invece da sedimenti calcareo – marnosi.

Il colore tendenzialmente verde delle acque è attribuito alla ricca presenza di alghe e microalghe, nonché al riverbero della vegetazione dei monti circostanti. Si tratta di un luogo magico, in cui la bellezza di natura incontaminata rapisce e allo stesso tempo dona quella pace interiore di cui ognuno di noi ha bisogno. Qui gli appassionati della natura possono assistere al volo dei germani reali o dei falchi pellegrini; ammirare aironi, svassi, folaghe, moriglioni e cavalieri d’Italia, che aggiungono colore alla superficie dell’acqua nel corso delle diverse stagioni. Sono stupendi rappresentati della fauna ittica invece trote, pesci persici ed il pregiato coregone.

Una passeggiata lungo le sponde del Lago di Scanno non può non prevedere una sosta presso il Santuario della Madonna del lago, a pianta quadrata, sormontato da una piccola cupola e con tre pareti intonacate e decorate con dipinti e affreschi. La quarta invece è in roccia naturale, su cui è appoggiato l’altare votivo. L’altare odierno, in stile neogotico veneziano, risale al 1903. Secondo il folklore popolare, la Madonna avrebbe compiuto miracoli e guarigioni, tanto che il suo culto è molto sentito a Scanno, Villalago e Frattura di Scanno, che celebrano la festa della Madonna del lago il 25 marzo di ogni anno.

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Santuario della Madonna del lago

Il Lago conosciuto da tutti per la sua forma che ricorda un cuore, in realtà visto dall’alto ricorda più la forma dell’Emilia Romagna. Eppure c’è un punto preciso da cui la prospettiva permette di ammirare il lago con una forma di cuore azzurro. Oggi il “SENTIERO DEL CUORE” è segnalato ed è di facile percorrenza, con soli 30 minuti di cammino si può assistere ad un vero spettacolo della natura.

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Tuttavia è necessario fare attenzione agli animali selvatici, dato che non è così difficile incontrare l’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus)!

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Questo lago è però tanto romantico quanto misterioso, nascondendo strani fenomeni che hanno incuriosito studiosi e intimorito gli abitanti del luogo.

Primo fra tutti è l’abbassamento del livello del bacino, che potrebbe essere riconducibile sia al terremoto che si verificò nel 2009 all’Aquila, sia al più recente terremoto, che ha colpito l’Italia centrale il 30 ottobre 2016, che avrebbe ridotto di quasi 3 metri, a poche ore dal sisma, il livello del lago. Ovviamente per confermare questa ipotesi, andrebbero effettuati studi di dettaglio.

L’abbassamento delle acque ha inoltre riportato alla luce numerosi oggetti, tra cui munizioni e reperti risalenti all’anno mille.

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Nel 2004 si è invece assistito ad un’improvvisa moria di pesci che ha preoccupato gli abitanti, evento giustificato dalla siccità che spesso, negli ultimi anni, interessa la zona.

Altro fattore che ha spinto studiosi a tenere sotto controllo il lago è il fenomeno delle bussole impazzite, sottolineato dai sub che si immergono nei pressi di Villalago. Secondo loro infatti le lancette degli strumenti non indicano il nord ma altre direzioni. Questo fenomeno ha spinto i tecnici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, nell’autunno del 2012, ad effettuare rilievi geofisici multiparametrici nella porzione Nord del lago, impiegando l’imbarcazione dell’INGV denominata “BigOne”. I rilievi hanno permesso di ottenere dati di qualità soddisfacente, che hanno evidenziato due anomalie riconducibili, per forma e dimensione, a relitti di piccole imbarcazioni. Le altre anomalie sono di difficile attribuzione ma comunque non dovute a consistenti masse ferrose sui fondali. Sarebbe quindi utile estendere il rilievo alla parte meridionale del bacino, utilizzando le stesse metodiche, per individuare oggetti di modeste dimensioni con proprietà magnetiche, in modo da trovare una risposta scientificamente provata a questo fenomeno.

È ora di tornare, il nostro viaggio alla scoperta del lago di sbarramento naturale più grande, romantico e misterioso d’Abruzzo finisce qui. Se vi ha incuriosito questo racconto, non pensateci due volte: salite in macchina e raggiungetelo al più presto. Le emozioni vanno provate sul campo!

Alessia Ciccotti

Written by: Alessia Ciccotti

Dottoressa magistrale in Scienze del Mare e del Paesaggio Naturale, con la passione per la divulgazione scientifica, la fotografia naturalistica, i viaggi e per l’insegnamento della scienza ai più piccoli.

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