Propagazione delle onde sismiche del 24 agosto e considerazioni sulle previsioni

by Ivan Berdini on

L’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha realizzato una simulazione che mostra la propagazione della scossa sismica che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto scorso.

Tale scossa è iniziata alle ore 3.36 del 24 agosto ed era di magnitudo 6.0. L’epicentro si trovava nel comune di Accumoli (in provincia di Rieti, Lazio), uno dei centri più colpiti dal sisma, e l’ipocentro (ovvero il punto all’interno della crosta in cui la scossa ha avuto origine, di cui l’epicentro è la proiezione in superficie) si trovava ad appena 4 km di profondità. La scossa è durata ben 142 secondi, cioè più di due minuti.

Le onde rosse indicano che il terreno ha oscillato verso l’altro, quelle blu invece indicano un movimento verso il basso. Sotto il video originale si possono trovare molte più informazioni riguardo la simulazione e la sua realizzazione. Si può notare come le onde si propaghino fino a zone molto lontane dall’epicentro, infatti le onde sismiche si propagano per migliaia di chilometri e quelle del 24 agosto hanno attraversato anche il nucleo del pianeta fino ad arrivare agli antipodi. Ma non è una particolarità di questo terremoto, infatti  capita sempre in caso di scosse abbastanza forti che queste attraversino la Terra da parte a parte, sebbene ovviamente si dissipino con la distanza. Secondo me questo dato aiuta a capire quanto sia enorme l’energia liberata dai fenomeni sismici.

In particolare, una scossa di magnitudo 6 come quella del 24 agosto 2016 libera un’energia simile a quella generata da un’arma nucleare da 15 chilotoni, come quella che distrusse la città giapponese di Hiroshima il 6 agosto 1945. In base a questo dato, non è difficile capire il motivo di tanta distruzione, anche se purtroppo la prevenzione in Italia è spesso inadeguata nonostante il rischio sismico sia paragonabile a quello di Giappone e California.

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Carta del rischio sismico in Italia. Fonte: INGV

Uno dei motivi per i quali questo terremoto ha provocato tanti danni è la sua superficialità, infatti un ipocentro più profondo avrebbe permesso alle onde di dissiparsi maggiormente prima di raggiungere la superficie e di conseguenza la forza delle scosse sarebbe stata minore. In rete si possono trovare teorie deliranti secondo cui la superficialità dell’ipocentro indicherebbe l’artificialità delle scosse, ma in realtà non esiste alcun criterio per stabilire se l’ipocentro sia troppo superficiale o troppo profondo, semplicemente la domanda non ha senso: la profondità dell’ipocentro dipende dalla profondità a cui si trova la faglia, quindi la questione è piuttosto semplice.

Anche le altre polemiche suscitate dal fatto che nessuno abbia previsto il terremoto non hanno senso: prevedere i terremoti è del tutto impossibile perché non esiste una serie fissa e certa di fenomeni precursori, che avvengono sempre uguali prima di ogni sisma permettendo di prevederne intensità e momento di rilascio dell’energia. Un terremoto infatti è un rilascio di energia elastica accumulata dal movimento delle placche tettoniche le une rispetto alle altre e non esiste modo per stabilire quando tale energia venga rilasciata, si tratta di un evento del tutto casuale. Sì, ci sono dei fenomeni che spesso sono dei precursosi sismici, ma il problema è che si possono verificare prima di un terremoto come possono non verificarsi affatto. Addirittura sono documentati casi di “precursori sismici” rilevati senza che dopo sia avvenuto alcun terremoto.

In fine è assurda anche la critica mossa alla protezione civile subito dopo il terremoto: i “critici” dicono che avrebbe dovuto evacuare gli abitanti perché è impossibile che non siano state  registrate scosse di avvertimento. Ma in realtà non esistono affatto le “scosse di avvertimento”, anzi, ogni giorno si verificano in Italia centinaia di scosse troppo deboli per essere percepite dalla popolazione e per rendersene conto basta consultare la relativa pagina del sito dell’INGV. Appare chiaro quindi che si dovrebbe passare il tempo a evacuare città e paesi per prevenire terremoti che poi non si verificano affatto.

In definitiva, la sismologia è una Scienza molto complessa e sarebbe il caso di lasciarla trattare a chi l’ha studiata per una vita intera. Anzi, visto il rischio sismico italiano sarebbe anche il caso di smettere di chiudere i dipartimenti di Scienze della Terra con la scusa di risparmiare qualche spicciolo.

 

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.

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