Viaggio nel “mistero” – Che cos’è un mistero?

by Ivan Berdini on

Sono certo che appena letta la parola “mistero” avete pensato alle seguenti cose: alieni, fantasmi e mostro di Lochness. O almeno a qualcosa di legato a paranormale o pseudoscienze. In realtà questa accezione legata alle leggende metropolitane è piuttosto moderna e secondo me toglie il fascino a quelli che sono i veri misteri.

Nessiephoto

La celebre foto di Robert Kenneth Wilson che ritrae il mostro di Lochness, scattata nel 1941. Ovviamente è un falso conclamato

Sinceramente io sono sempre stato attirato dal “mistero”, in fondo è innegabile che i fenomeni inspiegabili esercitino un certo fascino su chiunque e attirino l’attenzione, oltre ad accendere l’immaginazione. Devo dire però che non ci ho mai creduto veramente, specialmente in certi casi, e crescendo ho imparato a discernere il vero dal falso applicando i giusti metodi per capire se i “misteri” sono falsi o meno. Purtroppo o per fortuna il 99% (periodico) dei misteri in realtà non è affatto tale ed è tranquillamente spiegabile ragionandoci sopra un pochino col giusto metodo, quando non si tratta di bufale o vere e proprie truffe.

La definizione di mistero

Credo che ormai la domanda sorga spontanea: cos’è esattamente un mistero?

La nostra fidata Treccani dà la seguente definizione per la parola “mistero”:

Tutto ciò che non si può intendere, penetrare o spiegare chiaramente, e che appunto per questo attrae o esercita un certo fascino: i m. della natura; il m. della vita; i m. dell’animo umano; il cuore delle persone è un m.; con senso quasi concr.: penetrare nei m. degli abissi marini. Più genericam., cosa, fatto, avvenimento che sia oscuro, inspiegabile, nascosto: le cause di questa malattia sono tuttora un m. (o rimangono avvolte nel m.); nessuno seppe spiegare il m. della sua morte; l’origine della sua improvvisa fortuna rimase un m. per tutti; come abbia fatto a evadere non è certo un m.; parole piene di m., gravide di m.

Quindi in definitiva un “mistero” è un qualche fenomeno non spiegabile (almeno non sul momento) e che per questo esercita un certo fascino su chi vi assiste o su chi viene a sapere di tale fenomeno. In generale il collegamento con paranormale e psedoscienze non è immediato, anzi potremmo dire che è quasi un fraintendimento, una forzatura del significato della parola.

La moda dei misteri e i danni che provoca

Nella nostra epoca i misteri vanno molto di moda, tanto che a essi è dedicata un grande quantità di spazio sui media, che producono intere riviste e programmi televisivi a loro dedicati. L’avvento di internet ha peggiorato le cose, permettendo la nascita di milioni di siti che trattano i “misteri” (in senso popolare, non quello del dizionario) praticamente in tutte le lingue. Secondo me questo fenomeno è piuttosto negativo, dato che permette la diffusione di enormi quantità di informazioni sbagliate che in alcuni casi possono essere molto pericolose. Pensiamo per esempio alle enormi quantità di terapie alternative o alla disinformazione sui vaccini, che possono provocare (e hanno già provocato) danni ingenti e purtroppo a volte hanno anche ucciso.

Secondo me questa proliferazione di bufale a tema “misterioso” è molto deleteria, perché dà al “mistero” un connotazione negativa quando non addirittura truffaldina, e questo non è assolutamente vero: sono le bufale che sono assurde e ridicole, non i misteri in senso generale dato che essi sono il motivo che ci spinge ad andare avanti. Pensiamoci un attimo: indagare i “veri” misteri è ciò che spinge la Scienza ad avanzare. Se tra i nostri antenati non ci fossero stati individui più curiosi della media, ora probabilmente il mondo sarebbe molto diverso, non avremmo la Scienza e nemmeno tutte le coquiste tecnologiche che essa ha reso possibili. E il fenomeno non si è mai arrestato e probabilmente non si arresterà mai, dato che la curiosità estrema è tipica della nostra specie e quindi noi continueremo a cercare una spiegazione per i fenomeni che ci circondano e non saremo soddisfatti finché non la troveremo.

La prima domanda che ci si deve porre

Il problema è che spesso molta gente applica il metodo errato per indagare i misteri. L’errore più frequente è anche il più grossolano: prima di iniziare a chidersi che spiegazione abbia un certo mistero, sarebbe il caso di chiedersi se davvero ci si trova davanti a un mistero.

Martian_face_viking_cropped

Il celebre volto di Marte (Di Viking 1, NASA – Questo file è stato ricavato da un’altra immagine: Martian face viking.jpg(cropped), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=850538)

Prendiamo per esempio il caso della fotografia appena sopra. Sono certo che sicuramente l’avrete vista almeno una volta, probabilmente in qualche programma dedicato al “mistero” che la porta come prova dell’esistenza di vita aliena. In realtà quella non è una scultura ma solo una collina dalla forma bizzarra fotografata da una pessima macchina fotografica. Sì, perché fu scattata dalla sonda NASA Viking 1 e risale al 1976, quindi non stupisce una fotografia di pessima qualità visto che risale agli albori della tecnologia digitale.

Il problema è che non sempre la spiegazione è immediata o di facile comprensione, quindi bisogna essere certi di ragionare in modo corretto per arrivare a una spiegazione realistica. In questi casi credo che lo strumento più potente sia il famoso “Rasoio di Occam“, secondo il quale:

Non moltiplicare gli elementi più del necessario.

Non considerare la pluralità se non è necessario.

È inutile fare con più ciò che si può fare con meno.

In pratica dice che la spiegazione più plausibile è sempre la più semplice. Il motivo è di facile comprensione, vediamo un esempio sempre legato al “volto di Marte”:

  • Spiegazione numero 1: il “volto” è stato costruito da una cavilità marziana oggi estinta. Per crederla vera dobbiamo supporre: esistenza di vita su Marte; la vita marziana si è evoluta fino a creare una civilità intelligente; i marziani hanno volti incredibilmente simili a quelli umani; la suddetta civiltà è stata cancellata da una non meglio identificata catastrofe che ha anche distrutto la biosfera del pianeta.
  • Spiegazione numero 2: il “volto” è una collina dalla forma bizzarra che è stata fotografata da una fotocamera pessima, inoltre la foto mostra numerosi pixel mancanti (i punti neri, tra i quali uno forma una “narice”); questa concomintanza di cause, neanche troppo improbabili, hanno stuzzicato al nostra pareidolia.

Secondo voi qual è la spigazione più probabile? La seconda è indubbiamente più semplice della prima e non necessita di un’enorme quantità di supposizioni non verificate per essere vera. Occam direbbe «non moltiplicare gli elementi più del necessario», quindi la spiegazione più probabile è la seconda. Inoltre sono passati molti anni dal 1976 e Marte è stato visitato da moltre altre sonde dotate di fotocamere decisamente più sofisticate e infatti il “volto” è stato fotografato di nuovo. Ecco come appare realmente:

Mars_face

Il “volto” si Marte in una foto ad alta risoluzione scattata dal Mars Global Surveyor nel 1998.

Vista in alta risoluzione ricorda decisamente meno un volto, per quanto la forma della collina sia effettivamente bizzarra. Proprio la forma, unita alla pessima qualità della prima foto, ha creato il mito della “sfinge” marziana e tutta una serie di teorie riguardo civilità marziane estinte che in alcuni casi hanno raggiunto i limiti del delirante.

Marte è un esempio perfetto anche dei danni provocati dalla concezione popolare di “mistero”, infatti le teorie a volte piuttosto strambe hanno spostato l’attenzione da quelli che possiamo considerare i “veri” misteri di Marte, per esempio: su Marte ci sono forme di vita indigene (microbiche, ovviamente)? Qual è l’origine dei suoi due satelliti naturali, Phobos e Deimos? Solo per citarne un paio. A mio parere i veri misteri sono molto più affascinanti di quelli mediatici, dato che permettono di scoprire davvero qualcosa di nuovo e di far progredire la Scienza, cosa che può anche portare innovazioni impreviste nelle nostre vite.

Questo articolo (un po’ lungo in verità) apre una serie dedicata al “mistero” indagato però con l’occhio critico della Scienza: questo è solo un assaggio, restate sintonizzati!

P.S. abbiamo già parlanto di Marte, i relativi articoli si trovano qui e qui.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.

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