BUFALA – L’insetto che fa diventare vegetariani

by Ivan Berdini on

Diciamo che, più che altro, si tratta di una mezza bufala prodotta da un giornalista che non si è documentato bene.

Tutto comincia con la notizia (salvata anche su FreezePage), data da Repubblica, della scoperta di un una zecca (quindi un acaro e non un insetto come è stato scritto spesso da chi ha ripreso o condiviso la notizia) che col morso costringerebbe il malcapitato a diventare vegetariano provocando un’allergia alle carni. Infatti il morso di tale zecca provocherebbe un’allergia a un disaccaride chiamato alpha-gal (galattosio alfa 1,3 galattosio), la quale indurrebbe uno shock anafilattico circa sei ore dopo l’ingestione dello zucchero. Il problema è che l’articolo è stracolmo di inesattezze.

Amblyomma_americanum_tick

L’Amblyomma americanum, il “lone star stick”

Il nome corretto della zecca

In primis, l’animale in questione non si chiama volgarmente “lone state star”, quello è il soprannome del Texas, ma si chiama “lone star stick”, che è il nome comune della zecca classificata come Amblyomma americanum, che si può trovare in quasi tutti gli Stati Uniti orientali (costa Atlantica). Già questo basta per capire che l’autore dell’articolo su Repubblica non si è documentato bene prima di pubblicare.

Un’allergia alle sole carni di mammifero

La fonte originaria della notizia è probabilmente questo articolo del ScienceDailly, il quale illustra la particolare allergia indotta dal morso dell’acaro e non ancora compresa del tutto. Dall’articolo apprendiamo che l’allergia alla alpha-gal può provocare vari sintomi dopo l’ingestione di carni rosse, tra cui anche lo shock anafilattico nei casi più gravi. Ma l’articolo ci dice anche che gli sfortunati colpiti dall’Amblyomma possono consumare in tutta sicurezza carni bianche, come pollo o tacchino, mentre è possibile che alcuni soggetti abbiano problemi anche con il latte. Qui ci viene in aiuto la Wikipedia in lingua inglese (notevolmente più seria di quella in italiano che, purtroppo, è piena di castronerie) con una voce dedicata all’allergia all’alpha-gal, la quale chiarisce che tale zucchero si trova in tutti i Mammiferi tranne i Primati (inclusa la nostra specie), quindi si possono consumare in sicurezza pesci, uccelli, rettili, crostacei e molluschi. Questo dettaglio consente di bollare come bufala il titolo dell’articolo di Repubblica: il morso dell’Amblyomma non costringe a diventare vegetariani ma induce un’allergia alla SOLA carne di mammifero. Quindi l’affermazione del titolo è del tutto fuori luogo, sarebbe come dire che un soggetto allergico ai peperoni è allergico agli ortaggi ed è quindi costretto a diventare carnivoro. Chiaramente un assurdo.

Un’allergia temporanea

Ma la voce di Wiki ci illustra anche un altro dettaglio interessante: l’allergia all’alpha-gal svanisce col tempo, con un recupero del soggetto che nel giro di un tempo variabile tra alcuni mesi e alcuni anni, può tranquillamente tornare a consumare carni di mammifero. Al massimo i soggetti colpiti potrebbero diventare vegetariani per paura di star male di nuovo, ma è ben diverso dal dire che il morso della zecca “trasformi” in vegetariani.

In conclusione, trovo abbastanza triste che nella sezione Scienze di un quotidiano importante come Repubblica, siano pubblicate notizie non verificate e scritte in modo così grossolano: l’autore avrebbe potuto leggere a fondo l’articolo del ScieceDailly e cercare sulla Wiki inglese (come ho fatto io), invece di pubblicare informazioni così incomplete e imprecise, risparmiandosi la magra figura. Purtroppo in estate le redazioni si svuotano, le notizie scarseggiano e la stampa crolla drasticamente di qualità (molto più del solito).

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.

8 Comments

Lae

Beh, e’ anche impreciso il titolo di questo articolo, che inizia con “Bufala”, dato che non e’ una bufala ma un argomento riportato con poca precisione.

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Ivan Berdini

Secondo me no, perché il titolo dell’articolo di Repubblica è “Usa, scoperta una zecca che costringe a diventare vegetariani” e questa è tecnicamente una bufala. Che essa abbia un fondo di verità è un’altra questione che viene spiegata nell’articolo.

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Lae

Personalmente trovo la cosa molto interessante, anche dopo aver letto il tuo articolo, considerando che io (e molte delle persone che conosco) mangio principalmente carne bovina e suina, oltre a consumare latte e latticini in elevata quantita’.

Certo, se uno vuole saperne di piu’ deve informarsi e non fidarsi della prima cosa che legge su un blog, ma a me ad esempio interesserebbe molto se quello che al momento e’ un fenomeno collaterale diventasse una vera e propria cura per chi, come me, ha dipendenza da carne.

Se comunque guardi in giro sulla rete, e’ ormai una notizia di pubblico dominio, quindi piu’ che una bufala la notizia, e’ Repubblica che l’ha riportata in maniera sensazionalistica (concordo sul fatto che il titolo dell’articolo che hai citato e’ impreciso)

Ivan Berdini

E infatti in moltissimi l’hanno riportata male.
In realtà farsi mordere da quell’acaro non cura da “dipendenza da carne”, che dubito esista, ma rende temporaneamente allergici alle carni di mammifero. Potresti strafogarti di carne di uccello, di pesce, di mollusco o di crostaceo senza alcun problema anche dopo il morso, sarebbe solo una seccatura.

Oltre al titolo è impreciso anche il corpo della notizia, l’autore ha sbagliato anche il nome comune dell’acaro, abbastanza imbarazzante.

Lae

Non sono d’accordo, se ce l’hai con la persona che ha scritto l’articolo allora dovresti scrivere a lui e farglielo presente, non creare ulteriormente confusione.

La carne bianca e il pesce sono molto meno dannose della carne bovina e suina, e questo e’ ormai di dominio pubblico.

Ovviamente “farsi mordere da un acaro per curarsi” senza prima informarsi bene, senza sapere se ci sono studi medici, senza rivolgersi ad un esperto sarebbe una leggerezza, ma questo non significa che non ci sia questa opportunita’.

Nel dire che secondo te e’ una cavolata, stai perdendo oggettivita’ nel tuo articolo per dare spazio al tuo pensiero personale e al fastidio che provi nei confronti di chi divulga con poca precisione, ma in realta’ facendo lo stesso errore.

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Ivan Berdini

Non scrivo ai giornalisti perché o non rispondo o intimano in modo volgare di farla finita di infastidirli. Smontare le assurdità che spesso scrivono è molto più utile che contattarli.

Il fatto che le carni rosse siano dannose per la salute è un’altra inesattezza dettata dall’errata lettura di una ricerca: in realtà non è l’alimento a produrre problemi ma il metodo di cottura. La cottura alla brace e alla fiamma induce la formazione di armatici eterociclici, che possono essere cancerogeni e, guarda caso, le carni più consumate con quel tipo di cottura sono proprio bovine e suine. Ma la stessa cosa accade con pollo o verdure cotte alla brace. In realtà il problema sta nell’eccesso di nutrienti e nelle cotture troppo violente, non nel tipo di alimento. Naturalmente questo non significa che chi mangia cibo cotto alla brace sviluppa tumori, ma solo che aumenta leggermente la propabilità in caso di eccesso di consumo, ma è solo uno dei molteplici fattori da considerare.
Il pesce contiene elevate concentrazioni di mercurio (Hg) e altri inquinanti, ogni alimento ha i suoi pro e i suoi contro, non esitono alimenti benefici più di altri o alimenti che distruggono la salute: questa idea è del tutto errata, seppur molto radicata nell’opinione pubblica.

Gli studi epidemiologici sul cibo sono sempre da prendere con le molle, perché sono soggetti a moltissimi errori. Consiglio di approfondire leggendo i seguenti link: Come NON leggere una ricerca 1, Come NON leggere una ricerca 2, Come NON leggere una ricerca 3, Come NON leggere una ricerca 4 (quest’ultimo, alla fine, parla proprio delle ricerche sulle carni).

Questi sono i fatti.

P.S. una’allergia non è mai una “cura”, mangi troppa carne? Basta mangiarne di meno senza ricorrere a stramberie del genere.

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Lae

Mi spiace dover dire la verita’, ma nel voler ribadire le tue ragioni continui ad essere impreciso anche tu, quindi il tuo blog e’ sullo stesso piano dell’articolo scritto con sommarieta’ che hai indicato.

Buone polemiche!

Ivan Berdini

Il fatto che l’interlocutore non voglia ascoltare le spiegazioni (che non sono polemiche, anzi, ne ho elargite anche troppe) non significa necessariamente che io sia impreciso come quel giornalista.
La mia laurea scientifica mi dà la facoltà di parlare con cognizione di causa di questo tipo di questioni, molto più di chi scrive sui media generalisti.

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