Il test di Turing è stato superato o no?

by Ivan Berdini on

È di alcuni giorni fa la notizia che un programma avrebbe superato il test di Turing, facendo quindi credere ai giudici di essere una persona e non un programma. Ma le cose stanno davvero così?

Prima di tutto facciamo una breve introduzione sul test di Turing e sul suo inventore: Alan Turing.

Alan_Turing_Aged_16

Ritratto fotografico di Alan Turing (Di sconosciuto – http://www.turingarchive.org/viewer/?id=521&title=4, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=22828488)

La vita e il contributo all’informatica

Alan Mathison Turing nacque il 23 giugno 1912 e fu uno dei più grandi geni matematici del XX secolo. A lui si devono il concetto di algoritmo e di intelligenza artificiale, formulati negli anni ’30 prima che fosse costruito il primo vero computer. In pratica si può considerare il padre dell’informatica moderna.

Durante la Seconda Guerra Mondiale diede un fondamentale contributo alla causa degli Alleati perfezionando una macchina capace di decirare il famoso codice Enigma usato dall’Asse per criptare le comunicazioni. Tuttavia i suoi servigi non servirono a evitargli le persecuzioni da parte delle autorità britanniche per la sua omosessualità. Turing morì suicida a soli 41 anni, forse proprio a causa di tali problemi persecutori.

Il test di Turing

Il test di Turing è un criterio che permette di capire se una macchina è capace di pensare e quindi se è una vera e propria intelligenza artificiale. Fu delineato da Turing in un articolo del 1950 apparso sulla rivista Mind. Il test originale è stato perfezionto negli anni e in pratica consiste in un collegio di giudici che pongono delle domande via chat a alcuni interlocutori, tra cui un programma. Il test è considerato superato se i giudici vengono ingannati e considerano il programma come un essere umano. Infatti secondo Turing una “macchina intelligente” è capace di concatenare le idee in modo che una conversazione abbia senso, cosa che dovrebbe ingannare i giudici.

La notizia del superamento del test

E qui veniamo alla notizia del superamento del test di Turing, data in pompa magna anche dall’Università di Reading. Purtroppo ci sono delle ombre su questa storia, infatti solo il 33% dei giudici è stato ingannato dal programma, che imitava un tredicenne ucraino (chiamato “Eugene Goostman”) non di madrelingua inglese. Peggio ancora: il test eseguito è diverso da quello di Turing, che non pone limiti di tempo, infatti i giudici qui avevano solo cinque minuti per porre domande e spesso il programma rispondeva furbescamente con frasi tipo “preferisco non parlare di questa cosa”. Il test è stato considerato superato perché un terzo dei giudici è stato tratto in inganno, ma il test di Turing non prevede percentuali di giudici: devono essere ingannati tutti affinché il test possa essere considerato superato.

La cosa incredibile è la colossale confusione che intorno alla vicenda, infatti per alcuni i giudici erano trenta e per altri cinque. Chi ha ragione? In più è stato detto ai giudici che Eugene, essendo ucraino, non parlava bene l’inglese e questo segnifica barare, perché eventuali assurdità dette dal programma possono essere interpretate come un’incomprensione linguistica.

Su The Guardian si può trovare una fotografia di una conversazione col programma Eugene, e secondo me si riconosce come finta da un chilometro di distanza. Inoltre solo tre anni fa un altro programma, Cleverbot, ottenne un risultato migliore ingannado più di metà dei giudici (il 59%), ma nessuno in quel caso ha mai parlato di test superato nonostante l’elevata percentuale.

Molto rumore per nulla?

La realtà purtroppo è molto meno affascinante: tutto questo clamore attorno al risultato tutto sommato mediocre di un programma è “merito” di un ricercatore chiamato Kevin Warwick, famoso in ambito accademico per aver detto una quantità di scempiaggini a dir poco colossale (qui se ne può trovare nutrito un elenco). In definitiva si può concludere che il test di Turing non sia stato affatto superato e tutta questa storia costituisce una magra figura per l’università di Reading proprio nel sessantesimo anniversario della morte di Alan Turing, che non sarebbe stato affatto contento di questa vicenda.

Per approfondire consiglio di leggere i seguenti due articoli di Paolo Attivissimo: questo e quest’altro.

Written by: Ivan Berdini

Zoologo, naturalista, divulgatore scientifico e appassionato di fotografia.

6 Comments

massimomusante

Il test di Turing come esperimento ideale volto a dare una definizione operativa di intelligenza (se si comporta da essere intelligente è intelligente) è ancora perfettamente valido. E’ la sua applicazione che andrebbe aggiornata cercando di espandere i limiti dell’esperimento (il contesto del dialogo) invece che semplicemente spostarli o addirittura restringerli limitando la durata del dialogo e inventandosi la storia del tredicenne ucraino che non conosce la lingua.

Ivan Berdini

La storia del tredicenne è assolutamente ridicola! Probabilmente il test andrebbe applicato in modo rigoroso e alla lettera.

ladymismagius

Articolo interessante, complimenti ^^ e interessanti anche i link che hai segnalato.
Io non sono un’esperta dell’argomento, ma per come la vedo io anche se “Eugene Goostman” avesse ingannato tutti i giudici non si sarebbe comunque potuto parlare di superamento del test di Turing, piuttosto lo si sarebbe aggirato con l’espediente delle difficoltà di comunicazione.
Senza contare che cinque minuti sono un tempo davvero ridicolo. In cinque minuti non hai la possibilità di farti un’idea del tuo interlocutore nemmeno nella vita reale, di solito.

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Ivan Berdini

Grazie per i complimenti!
Secondo me vedi la questione dal punto di vista corretto, infatti in questo caso è stato facilitato il compito al programma barando. Ma nonostante l’evidente aggiramento dei limiti Eugene ha conseguito un risultato decisamente mediocre, quindi si può concludere che in un test rigoroso il programma sarebbe stato scoperto subito per quello che è, ossia un risponditore automatico.
Il test di Turing in questo caso è stato proprio snaturato: solo se una macchina è capace di conversare in modo naturale (ingannando quindi i giudici) sarebbe intelligente, perché avrebbe una capacità di astrazione simile a quella umana.

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